Truffe agli anziani, il raggiro del finto carabiniere costa caro a un 35enne: arresto a Torino e a Udine

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’operazione condotta dalla Squadra Mobile di Torino ha portato in carcere un cittadino italiano, colpito da un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal GIP del Tribunale piemontese. Le accuse, formulate al termine di indagini che hanno ricostruito un’attività criminosa metodica e spregiudicata, sono pesanti: si parla di furto aggravato in abitazione, tentata rapina impropria e indebito utilizzo di carte di pagamento elettronico. L’uomo, che secondo quanto emerso agiva in combutta con un complice (un “telefonista” ancora senza volto e senza nome), aveva preso di mira esclusivamente residenti ultrasessantacinquenni del capoluogo, almeno a partire dal 24 febbraio scorso. Il provvedimento restrittivo, va notato, gli è stato notificato non per strada ma direttamente all’interno della Casa Circondariale, dove si trovava già ristretto dal 27 marzo dopo essere stato arrestato in flagranza per un episodio analogo ai danni di altri due anziani.

Un copione studiato e il ruolo del “telefonista”

Il meccanismo della frode, come spesso accade in queste dinamiche predatorie, si basava su una divisione precisa dei ruoli. Mentre il complice, la cui identità resta al momento avvolta nel mistero, agganciava le vittime telefonicamente inducendole in un falso convincimento (parlando di incidenti stradali o di rapine in corso che le avrebbero viste coinvolte), l’indagato si presentava fisicamente alle porte delle abitazioni. Si qualificava come maresciallo dei carabinieri o come militare dell’Arma, costruiva un rapporto di fiducia giocato sull’urgenza e sul terrore, e una volta varcata la soglia sottraeva contanti, monili in oro e bancomat. Questi ultimi, come precisato nel dettaglio degli atti, venivano successivamente utilizzati per effettuare prelievi indebiti, spolpando i conti correnti delle povere vittime.

L’ombra della privacy e il volto oscurato

A destare un certo disagio, tuttavia, è la gestione dell’informazione legata a questa vicenda. La Questura di Torino, nella nota ufficiale che annuncia l’arresto, esalta l’efficacia dell’operato definendo il metodo del truffatore “sistematico e spregiudicato”, ma al contempo sceglie la linea della massima riservatezza. Nel video diffuso – che trovate anche sui nostri canali – il fermato appare totalmente irriconoscibile: viso oscurato da un alone nero, dettagli cancellati, persino le scritte sulla felpa risultano illeggibili. Una scelta, quella della privacy, che rispetta il principio di presunzione di innocenza (fondamentale in uno stato di diritto) ma che lascia interdetti i cittadini, specialmente gli anziani che restano i bersagli preferiti. Se non si conosce il volto del lupo, viene da chiedersi, come ci si può difendere dal branco? La cronaca, in questo senso, sembra muoversi su un crinale sottile: da un lato c’è la necessità di tutelare l’indagato, dall’altro c’è l’urgenza sociale di mettere in guardia i più deboli, che continuano a ricevere chiamate inquietanti ogni giorno.

Il colpo a Feletto Umberto e l’avvocato tradito

Parallelamente all’inchiesta torinese, un altro episodio ha confermato la recrudescenza del fenomeno. A Feletto Umberto, nel pomeriggio del 16 aprile, una donna di 78 anni ha ricevuto la telefonata di un sedicente carabiniere che la informava di un presunto incidente. Poco dopo, un 35enne di origine campana si è presentato alla porta, riuscendo a farsi consegnare gioielli in oro e 1.560 euro in contanti. Stavolta, però, il lieto fine (se così si può definire) è arrivato subito: i veri carabinieri, impegnati in attività di controllo, lo hanno intercettato e arrestato in flagranza, recuperando l’intero bottino. Il fenomeno, va detto, non risparmia nemmeno i professionisti. È il caso dell’avvocato Salvatore De Siena, noto frontman de ‘Il parto delle nuvole pesanti’, finito vittima di un raggiro definito “preparatissimo”. I truffatori, clonando il numero di una vera caserma, lo hanno convinto della bontà della messinscena, portandosi via decine di migliaia di euro tra contanti e gioielli. Un campanello d’allarme che dimostra come la sofisticatezza tecnica di questi delinquenti sia in costante crescita.

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