West Nile, nuovi decessi e casi in aumento: il virus circola in sedici regioni
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Redazione Salute
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Il virus West Nile continua a mietere vittime in Italia, con un bilancio che si aggrava di giorno in giorno e che impone una riflessione sulla diffusione di questa arbovirosi ormai endemica nel nostro Paese.
Nel giro di appena tre giorni, sono stati registrati due decessi che hanno portato il numero complessivo delle vittime dall'inizio dell'anno a quota quindici: l'ultimo caso riguarda una donna di 72 anni, residente a Qualiano, in provincia di Napoli, ricoverata da diversi giorni in condizioni critiche e deceduta nonostante le cure; in precedenza, era stato il turno di un pensionato di 85 anni, morto al Policlinico San Matteo di Pavia, a far salire il conto delle vittime.
Questi due nuovi lutti si aggiungono a un quadro epidemiologico delineato dall'Istituto Superiore di Sanità, che nel bollettino aggiornato al 19 agosto 2026 ha confermato 312 casi di infezione nell'uomo dall'inizio della sorveglianza, con il virus che ormai circola stabilmente in ben sedici regioni e sessanta province italiane.
I dati dell'Istituto Superiore di Sanità e la diffusione territoriale
Secondo il rapporto dell'Iss, che ha pubblicato i dati in coincidenza con il World Mosquito Day, dei 312 casi confermati, 156 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva, la più temibile, che comporta l'insorgenza di meningo-encefaliti, paralisi flaccide e altre gravi complicanze neurologiche, mentre 115 sono stati classificati come febbre da West Nile e 40 infezioni asintomatiche sono state individuate in donatori di sangue.
Sebbene il confronto con lo stesso periodo del 2025 mostri una diminuzione sia dei casi totali (che erano 351) che dei decessi (22), con una letalità sulle forme neuro-invasive scesa dal 13,9 al 7,7 per cento, ciò che preoccupa gli esperti è l'ampliamento della diffusione geografica del virus.
Le province interessate sono infatti salite da 52 a 60, distribuite in un ventaglio di regioni che spazia dal Piemonte, alla Lombardia, al Veneto, fino a toccare il Lazio, l'Abruzzo, la Campania, la Puglia, la Calabria, la Sicilia e la Sardegna, con il virus che ha ormai dimostrato di circolare in quasi tutto il territorio nazionale, come dimostrano anche i casi riscontrati nei donatori di sangue.
Il focolaio in Sardegna e la situazione a Oristano
Uno dei focolai più significativi, e che sta tenendo alta l'attenzione delle autorità sanitarie locali, è quello che si è sviluppato nella provincia di Oristano, in Sardegna, dove i casi umani di contagio da febbre del Nilo sono saliti a 24, con dieci pazienti attualmente ricoverati presso l'ospedale San Martino di Oristano in diversi reparti.
Secondo quanto reso noto dalle autorità sanitarie, le ultime tre diagnosi riguardano un uomo di oltre trent'anni, ricoverato nella struttura oristanese, e due persone, un ultracinquantenne e un ultrasessantenne, attualmente in osservazione al pronto soccorso dello stesso presidio ospedaliero; a partire da venerdì 21 agosto, sono stati registrati complessivamente quattro nuovi contagi.
Il primo caso di West Nile nella zona risale allo scorso maggio e aveva coinvolto una persona ultrasessantenne, mentre il secondo caso, una persona ultranovantenne, era purtroppo deceduta dopo aver sviluppato la malattia; da allora, si è assistito a una progressione costante dei contagi che ha interessato prevalentemente soggetti anziani, alcuni dei quali sono già stati dimessi e sono tornati a casa, mentre altri restano ancora ricoverati.
Le misure di prevenzione e la risposta delle autorità sanitarie
Di fronte a questa escalation, il Dipartimento di Prevenzione della Asl 5 di Oristano ha immediatamente avviato un'inchiesta epidemiologica e le conseguenti attività di profilassi, che includono, come da prassi, la disinfestazione delle aree di residenza delle persone che hanno contratto il virus, al fine di ridurre il rischio di ulteriori trasmissioni.
La direttrice del Dipartimento di Prevenzione, Maria Valentina Marras, ha rivolto un appello alla popolazione, in particolare ai soggetti fragili e agli anziani, invitandoli a prestare la massima attenzione e a proteggersi dalle punture di zanzara, che rappresentano l'unica via di trasmissione del virus, utilizzando repellenti, indossando abiti lunghi quando si sta all'aperto e installando zanzariere alle finestre.
Anche la direttrice generale della Asl 5, Grazia Cattina, ha sottolineato come il numero dei contagi in queste settimane sia di gran lunga superiore rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti, ribadendo l'importanza di seguire scrupolosamente queste misure di prevenzione e di protezione, e raccomandando a chi si prende cura di anziani e bambini di accertarsi che anche loro adottino le stesse precauzioni.
La situazione resta sotto stretto monitoraggio da parte delle autorità sanitarie, che continuano a raccomandare la massima cautela e l'adozione di comportamenti virtuosi per limitare la proliferazione delle zanzare, come evitare i ristagni d'acqua e svuotare regolarmente i contenitori che potrebbero raccoglierla, in un contesto in cui il virus, come confermato dagli esperti dell'Iss, è ormai endemico e circola in modo stabile in quasi tutto il Paese.
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