«Naza» conquista Firenze: quasi 6mila spettatori in tre giorni. Il documentario resta in sala

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Quasi 6mila spettatori in tre giorni di programmazione a Firenze per il documentario «Naza», e 20mila spettatori in Toscana. Sono i numeri di un'uscita che, nelle sale del capoluogo toscano, ha coinvolto i cinema Adriano, Alfieri, Astra, Flora, Principe, The Space e Uci: 5.842 biglietti staccati, per un incasso di poco inferiore ai 45mila euro. Su scala regionale la cifra sale a circa 145mila euro, a conferma di come il film dei registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor abbia trovato un pubblico ben oltre i confini delle grandi città.

Un esordio da record nazionale

Il dato fiorentino si inserisce in un quadro nazionale che, fin dal primo giorno di programmazione, lunedì 28 settembre, ha superato ogni previsione. Il documentario ha incassato 451.872 euro, con una media per schermo di 1.153 euro, posizionandosi in testa al botteghino italiano davanti a «Avengers: Endgame Extra» e ad «Ultimo. Tutto, live a Tor Vergata».

La distribuzione iniziale era stata pensata come un evento di tre giorni, dal 28 al 30 settembre, in 515 sale molte delle quali già sold out; la risposta del pubblico ha però convinto I Wonder Pictures a proseguire la programmazione anche oltre le date previste. Al termine del primo fine settimana, le proiezioni hanno superato le 250mila presenze complessive.

Le dieci pagine dell'Idf contro il film

A stretto giro dalla diffusione dei dati sul box office, l'esercito israeliano ha pubblicato un documento di dieci pagine per contestare la tesi al centro dell'opera. Secondo l'Idf, il film «presenta un quadro distorto, fuorviante e ingannevole del processo di pianificazione e attacco delle Forze di Difesa Israeliane», e la sua narrazione si baserebbe su «sostanziali errori fattuali derivanti da manipolazioni della realtà».

Il documento sostiene che le direttive vincolanti dell'esercito distinguono «in modo esplicito, completo e chiaro» tra militari e civili non coinvolti, e nega che l'intelligenza artificiale abbia mai selezionato autonomamente gli obiettivi. Abraham e Szor hanno replicato che il film si fonda su interviste a ventiquattro membri dell'esercito e dell'intelligence israeliana, raccolte in forma anonima, i cui volti e le cui voci sono stati alterati per proteggerne l'identità.

Il significato del titolo e il percorso del documentario

«Naza» è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana indica il numero di civili che si prevede possano essere uccisi in un attacco aereo, un'espressione derivata dalle parole ebraiche «nezek agavi», danno collaterale. Il documentario, girato di notte sui tetti di Tel Aviv, ha vinto il Premio speciale della giuria alla Mostra del Cinema di Venezia, dove era l'unico documentario in concorso, ed è stato accolto da una standing ovation di circa venticinque minuti.

Prodotto da The Guardian e James Wilson per JW Films, con Jonathan Glazer tra i produttori esecutivi, è distribuito in Italia da I Wonder Pictures. Dopo il debutto italiano, la programmazione prosegue in numerose sale e il film sarà disponibile in streaming a partire da novembre.

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