Netanyahu ordina un'indagine sui militari che hanno testimoniato in «Naza»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto l'apertura di un'indagine approfondita contro i soldati che hanno preso parte al documentario «Naza», chiedendone la persecuzione per gravi reati in materia di sicurezza delle informazioni, diffamazione e per aver leso gli interessi politici e di sicurezza di Israele. L'ufficio del premier ha reso noto che la richiesta è stata indirizzata al capo di Stato Maggiore Eyal Zamir, al capo dello Shin Bet David Zini e al consigliere legale del governo Gali Baharav-Miara.
Il contenuto del film
«Naza» è un documentario di ottanta minuti diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, prodotto dal quotidiano britannico The Guardian, che si basa sulle testimonianze anonime di ventiquattro militari e funzionari dell'intelligence israeliana, alcuni dei quali appartenenti all'unità d'élite 8200. Il titolo riprende l'acronimo utilizzato dall'esercito israeliano per indicare i «danni collaterali», ovvero il numero massimo di vittime civili considerate accettabili prima di autorizzare un attacco.
Secondo quanto emerge dalle testimonianze, il film descrive come Israele sia passato, dopo gli attentati del 7 ottobre 2023, dall'autorizzare la morte di decine di civili a centinaia di essi come danno collaterale in operazioni mirate contro esponenti di Hamas. Il documentario fa riferimento anche all'uso di modelli di intelligenza artificiale che, basandosi su schemi ricavati dalle chiamate telefoniche con un margine di errore del quindici per cento, predisponevano liste di possibili obiettivi.
La risposta delle autorità israeliane
Netanyahu ha definito il documentario «una storia falsa, fuorviante e di parte che diffama lo Stato di Israele e le Forze di Difesa Israeliane nel mondo e danneggia gravemente la reputazione di Israele». L'Idf, dal canto suo, ha respinto le accuse contenute nel film, sostenendo che le norme militari vietano di attaccare deliberatamente i civili e che le decisioni finali sugli attacchi spettano agli ufficiali.
Il film era già stato al centro di polemiche in Israele prima della richiesta di Netanyahu. Il ministro della Cultura Miki Zohar aveva minacciato di revocare la cittadinanza ai due registi, mentre l'ambasciatore israeliano in Italia aveva definito il documentario «un'operazione di propaganda».
Il successo nelle sale italiane
«Naza» è uscito nelle sale italiane il 28 settembre 2026, distribuito da I Wonder Pictures, riscuotendo un successo significativo. Nei primi tre giorni di programmazione ha registrato oltre 243.000 spettatori, con incassi pari a quasi 1,8 milioni di euro secondo i dati Cinetel. Il film è rimasto in cartellone anche nelle settimane successive, superando i 2,6 milioni di euro di incasso complessivo e le 345.000 presenze.
Il documentario era stato presentato in anteprima alla 83esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, dove aveva ricevuto il Premio Speciale della Giuria. Prodotto da The Guardian e James Wilson per JW Films, vede tra i suoi produttori esecutivi Jonathan Glazer, regista premio Oscar per «La zona d'interesse».
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