Naza arriva gratis online: la scelta dei registi dopo le minacce di Israele

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il documentario Naza, premiato con il Premio Speciale della Giuria alla 83ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, sarà accessibile gratuitamente online a partire da novembre. Ad annunciarlo è stato Yuval Abraham, co-regista del film insieme a Rachel Szor, attraverso un post sui social. La decisione, presa di concerto con il quotidiano britannico The Guardian che ha prodotto l'opera, nasce dalla volontà di garantire la più ampia diffusione possibile alle testimonianze raccolte.

«A causa dell'interesse e dell'importanza pubblica della questione, io e Rachel abbiamo deciso insieme al Guardian che il film Naza sarà accessibile online gratuitamente, senza limitazioni di tempo, in modo che ogni persona possa guardare le testimonianze dei soldati», ha scritto Abraham. I due registi hanno inoltre contattato le sale cinematografiche israeliane offrendo loro il film a titolo gratuito, nella speranza che venga proiettato nel Paese in parallelo alla distribuzione mondiale.

Un documentario costruito su ventiquattro testimonianze anonime

Naza, girato di notte sui tetti di Tel Aviv, si basa sulle testimonianze di ventiquattro ufficiali e soldati dei servizi di intelligence israeliani, le cui voci e i cui volti sono stati alterati per proteggerne l'identità. Il titolo del film riprende l'acronimo utilizzato in ambito militare israeliano per indicare i "danni collaterali", ovvero il numero di civili che si prevede verranno uccisi in un attacco aereo.

Nel corso del documentario, gli intervistati descrivono l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale e di una sorveglianza sistematica sui telefoni cellulari attivi a Gaza per individuare gli obiettivi da colpire. Secondo quanto emerge dalle testimonianze, la scelta di colpire gli individui all'interno delle loro abitazioni, in presenza dei familiari, rappresentava una prassi consolidata.

Uno degli intervistati racconta di aver avuto accesso al telefono di una ragazza di dodici anni per stabilire quando il padre sarebbe rientrato a casa, autorizzando poi un bombardamento in cui la giovane ha perso la vita. Un altro riferisce di aver partecipato a un'operazione in cui fu approvato un numero di vittime civili preventivate pari a cinquecento.

Le reazioni delle autorità israeliane

La presentazione del film a Venezia ha suscitato immediate e dure reazioni da parte delle autorità israeliane. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha accusato i due registi di incitare all'antisemitismo, definendo l'accaduto scioccante.

Il ministro della Cultura ha chiesto che venga loro revocata la cittadinanza per tradimento dello Stato, mentre il capo di Stato maggiore dell'esercito, Eyal Zamir, ha dichiarato che il documentario si fonda su calunnie e distorsioni della realtà, annunciando l'avvio di un'inchiesta interna per valutare eventuali azioni legali riguardanti il film e le persone coinvolte.

Manifestanti appartenenti all'area politica del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir si sono radunati davanti all'abitazione dei genitori di Szor, dove un oratore ha invocato l'esecuzione dei due registi e la demolizione delle case delle loro famiglie. Durante la premiazione al Lido, Abraham e Szor avevano dichiarato che «la negazione di un crimine è ciò che contribuisce a farlo persistere», auspicando che la loro opera potesse essere vista proprio in Israele.

Il precedente di No Other Land e il contesto produttivo

Yuval Abraham e Rachel Szor non sono nuovi a documentari che affrontano il conflitto israelo-palestinese. Insieme ai registi palestinesi Basel Adra e Hamdan Ballal hanno firmato No Other Land, vincitore del premio Oscar nel 2025 come miglior documentario, che raccontava la lotta della popolazione di Masafer Yatta, in Cisgiordania, contro la progressiva distruzione dei villaggi da parte dell'esercito israeliano.

Naza è stato prodotto dal Guardian e dai registi di The Zone of Interest, con Jonathan Glazer tra i produttori esecutivi, e si basa su inchieste condotte tra il 2023 e il 2025 e pubblicate dalla rivista israelo-palestinese +972 Magazine, dalla testata in lingua ebraica Local Call e dallo stesso Guardian.

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