Naza terzo documentario più visto di sempre in Italia: supera 3 milioni di euro

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il documentario Naza continua a macinare incassi nelle sale italiane e si issa al terzo posto nella classifica dei documentari più visti di sempre nel nostro Paese. Il film diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, già autori dell'oscarizzato No Other Land, ha superato la soglia dei 3 milioni di euro complessivi dopo una settimana di programmazione, complici i 417mila euro incassati nell'ultima giornata rilevata e il primo posto mantenuto nel weekend dall'1 al 4 ottobre.

Da evento di tre giorni a caso cinematografico

La distribuzione italiana di Naza, curata da I Wonder Pictures, aveva inizialmente annunciato una programmazione limitata al 28-30 settembre. Nei primi tre giorni il documentario aveva già raccolto circa 1,8 milioni di euro e oltre 243mila spettatori, un risultato che ha convinto la distribuzione a prolungare la permanenza nelle sale. Nel weekend successivo il film ha aggiunto altri 1.219.051 euro e 151.485 spettatori, portando il totale a 3.033.586 euro in appena sette giorni.

Attualmente Naza resta programmato in 424 sale sul territorio nazionale.

Un documentario girato sui tetti di Tel Aviv

Il film si basa sulle testimonianze di 24 militari e membri dell'intelligence israeliana, intervistati in forma anonima durante conversazioni notturne sui tetti di Tel Aviv, con volti e voci alterati digitalmente per proteggerne l'identità. Al centro della narrazione ci sono i sistemi attraverso i quali vengono individuati gli obiettivi nella Striscia di Gaza e il peso attribuito alle possibili vittime civili.

Lo stesso titolo riprende un acronimo militare ebraico – nezek agavi, danno collaterale – utilizzato per indicare il numero di civili che si prevede possano essere uccisi in un raid.

Il sistema Lavender e il calcolo dei danni collaterali

Le fonti intervistate descrivono l'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale, tra cui Lavender, per identificare un numero elevato di presunti membri di Hamas di basso rango. Secondo le testimonianze, le persone individuate attraverso questi sistemi venivano bombardate nelle loro case durante la notte, nonostante la consapevolezza che gli attacchi avrebbero ucciso anche i familiari. Una fonte militare menziona un episodio in cui fu autorizzato un bombardamento per il quale l'esercito aveva messo in conto 500 naza, ossia riteneva accettabile uccidere 500 civili.

Il sistema Lavender, secondo quanto riportato nel documentario, ammetteva un margine di errore superiore al 15%.

Le reazioni e le smentite

L'esercito israeliano ha respinto le accuse contenute nel film, definendole infondate e mettendo in dubbio l'attendibilità delle testimonianze anonime. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha parlato di "istigazione antisemita" proveniente dall'interno della società israeliana, mentre il ministro della Cultura Miki Zohar ha evocato il "tradimento dello Stato" e la possibilità di revocare la cittadinanza ai due registi. La pellicola, presentata in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, ha ottenuto il Premio speciale della giuria.

Il peso crescente dei documentari nel box office italiano

Il risultato di Naza si inserisce in un trend di crescita del genere documentario nel mercato cinematografico italiano. Nel 2025 il genere ha fatto registrare il miglior risultato in epoca Cinetel dal 1995, con 11,68 milioni di euro di incasso e quasi 1,55 milioni di presenze, pari al 2,4% del box office totale. Rispetto al 2024 la crescita è stata del 31,8% negli incassi e del 40,4% nelle presenze. Nello stesso anno sono usciti 419 nuovi documentari, il 23,4% del totale dei nuovi titoli distribuiti.

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