Monopoli, la Angelo Holding cede a Siemens l’alta tecnologia di Mer Mec

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La data di oggi, 14 maggio, segna un passaggio che molti, nel settore dell’high-tech ferroviario, considerano storico: l’accordo tra la Angelo Holding, l’azienda facente capo all’imprenditore pugliese Vito Pertosa, e il colosso tedesco Siemens per la cessione di un ramo nevralgico delle attività di Mer Mec, realtà leader mondiale nelle soluzioni tecnologiche per le infrastrutture su rotaia. L’operazione, che non riguarda l’intero perimetro aziendale ma soltanto alcune divisioni altamente specializzate, è stata formalizzata nella giornata odierna e getta un ponte ideale – ma anche industriale – tra Monopoli e Monaco di Baviera, senza che questo comporti, per ora, alcuna dichiarazione sui futuri assetti occupazionali o produttivi. Ciò che viene trasferito al gruppo tedesco, attraverso Siemens Mobility, è il cuore pulsante della diagnostica ferroviaria mondiale, comprensivo delle attività di data analytics globali e del cosiddetto wayside signaling operante sul territorio italiano.

Una cessione strategica che ridisegna alcuni equilibri del settore

Dalla diagnostica basata su sensori e algoritmi, fino ai sistemi di segnalamento che regolano il flusso dei convogli, Mer Mec ha costruito in decenni una reputazione internazionale, specializzandosi in quelle tecnologie di misurazione e di comunicazione tra stazioni e treni che rappresentano oggi il fronte più avanzato della sicurezza passiva e attiva. Con l’intesa appena sottoscritta, Siemens si aggiudica dunque un pezzo di quel know-how, in particolare il ramo della diagnostica su scala globale – che include l’analisi dei dati raccolti in tempo reale lungo i binari – e le attività di segnalamento ferroviario limitatamente al mercato italiano. Non è secondario notare come l’acquisizione, pur concentrandosi su comparti specifici, vada a rafforzare in maniera significativa il portafoglio già imponente di Siemens Mobility, ampliando la sua presenza industriale nella penisola e offrendo al gruppo tedesco un accesso privilegiato a segmenti nei quali Mer Mec vantava una posizione di quasi monopolio tecnologico.

Il ruolo della Angelo Holding e la traiettoria di Mer Mec

Fondata e guidata da Vito Pertosa, la Angelo Holding rappresenta da sempre la cabina di regia del gruppo pugliese, mentre la Mer Mec ne costituiva la storica anima operativa, nata intorno all’idea di migliorare la comunicazione tra stazioni e convogli attraverso sensori, dati e algoritmi. Proprio questa vocazione per l’innovazione, che ha portato l’azienda di Monopoli a diventare un punto di riferimento mondiale per la diagnostica ferroviaria, viene ora in parte trasferita nelle mani del gigante tedesco. L’accordo, secondo quanto si legge nella nota diffusa nella giornata odierna, non contempla ulteriori rami d’azienda né modifica altri assetti proprietari del gruppo italiano, il quale trattiene quindi alcune fette del proprio impero tecnologico, sebbene quelle cedute rappresentino indubbiamente le più strategiche nel campo della misurazione e dell’analisi predittiva.

Il significato industriale di un’operazione senza precedenti recenti

Con questo passaggio di consegne, il panorama dell’industria ferroviaria globale assiste a una riconfigurazione localizzata ma pesante: la tecnologia pugliese, quella che ha reso celebre Mer Mec nei circuiti internazionali dell’alta velocità e della metropolitana intelligente, parlerà d’ora in avanti anche tedesco, integrandosi nella galassia di Siemens. L’operazione, del resto, non arriva in un vuoto regolatorio, ma in una fase in cui la sicurezza ferroviaria e la digitalizzazione dei binari sono diventate priorità per tutti i gestori delle infrastrutture europee. Né si può trascurare l’aspetto legato alla diagnostica e al data analytics worldwide: due settori dove l’acquisizione da parte di Siemens rafforza la capacità del gruppo di offrire pacchetti integrati di segnalamento, monitoraggio e manutenzione predittiva, riducendo i margini per eventuali concorrenti. Mer Mec, dal canto suo, esce da questa operazione alleggerita di un ramo strategico, senza che siano stati forniti dettagli sui futuri investimenti o sulle possibili riconversioni delle linee produttive interne.

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