Passi avanti verso la pace a Kiev, ma l'Europa resta ai margini
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Redazione Esteri
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Mentre i colloqui tra Stati Uniti e Ucraina sembrano aver aperto una nuova fase nei negoziati per una tregua, l’Europa continua a rimanere in secondo piano, esclusa dal tavolo delle trattative. La recente intesa raggiunta a Gedda, in Arabia Saudita, tra le delegazioni di Kiev e Washington, ha portato alla proposta di un cessate il fuoco di 30 giorni, estendibile con il consenso di entrambe le parti. Un passo significativo, che però non nasconde le tensioni geopolitiche sottostanti, con il Cremlino che guarda con diffidenza a Bruxelles, considerata un “blocco aggressivo”.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo in Plenaria al Parlamento europeo, ha ribadito la necessità di una “pace attraverso la forza”, sottolineando l’importanza di una difesa comune. Un messaggio che, se da un lato evidenzia la volontà di rafforzare la sicurezza continentale, dall’altro sembra allontanare ulteriormente la possibilità di un dialogo diretto con Mosca. La Russia, infatti, non ha mostrato segnali di apertura verso l’Unione europea, preferendo invece concentrarsi sulle trattative con gli Stati Uniti.
Proprio Washington, con l’annuncio del presidente Donald Trump, ha assunto un ruolo centrale nel tentativo di mediare una tregua. “Ora dobbiamo parlare con la Russia, si spera che Putin sia d’accordo con il piano”, ha dichiarato Trump ai giornalisti americani, dopo l’incontro di otto ore a Gedda. L’Ucraina, dal canto suo, ha già espresso la disponibilità ad accettare la proposta, a patto che anche Mosca faccia lo stesso. Un’intesa che, sebbene temporanea, potrebbe rappresentare un primo passo verso una soluzione più duratura.
Tuttavia, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha precisato che l’obiettivo non è una “tregua eterna”, ma la ricerca di una pace stabile. Una dichiarazione che lascia intendere come il cessate il fuoco sia solo una fase preliminare, destinata a essere seguita da ulteriori negoziati. Intanto, Trump ha colto l’occasione per mostrare alla stampa la Tesla Model S acquistata per sostenere l’azienda di Elon Musk, un gesto che, al di là del suo significato simbolico, sembra quasi voler distogliere l’attenzione dalle complessità del contesto internazionale.




