Ucraina, Cremlino frena sul cessate il fuoco
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Redazione Esteri
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La Russia mantiene un atteggiamento cauto, se non scettico, di fronte alla proposta di tregua di 30 giorni avanzata dagli Stati Uniti e accolta dall’Ucraina durante i negoziati di Gedda, in Arabia Saudita. Mosca, attraverso la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, ha chiarito che la sua posizione su un eventuale cessate il fuoco non sarà influenzata da accordi esteri o dalle pressioni di altre parti. “La formazione della posizione della Federazione Russa avviene all’interno dei nostri confini”, ha dichiarato Zakharova, sottolineando come la decisione finale spetti esclusivamente a Mosca, senza interferenze esterne.
Intanto, il segretario di Stato americano Marco Rubio, di ritorno dai colloqui in Arabia Saudita, ha espresso un cauto ottimismo. “L’Ucraina è al tavolo, ora attendiamo la Russia”, ha dichiarato all’aeroporto di Dublino, aggiungendo che “nessuno si aspetta che sia semplice”. Rubio ha ribadito che le sanzioni statunitensi contro la Russia rimarranno in vigore, indipendentemente dagli sviluppi diplomatici. “Speriamo che Mosca accetti l’accordo”, ha concluso, lasciando intendere che, in caso contrario, gli Stati Uniti saranno pronti a gestire le conseguenze.
L’incontro di Gedda, mediato dall’Arabia Saudita, ha segnato un passo avanti significativo. Oltre alla revoca della sospensione degli aiuti militari e di intelligence a Kyiv, è stato raggiunto un accordo preliminare sui minerali, che verrà formalizzato “il prima possibile”. Tuttavia, il punto centrale rimane la proposta di una tregua immediata di 30 giorni lungo l’intera linea del fronte, avanzata dagli Stati Uniti e accettata dall’Ucraina. “Parleremo con Mosca”, ha assicurato Mike Waltz, consigliere per la Sicurezza nazionale Usa, lasciando intendere che i prossimi giorni saranno cruciali per capire se la Russia deciderà di aderire alla proposta.
Da parte ucraina, la disponibilità a fermare le ostilità è stata espressa dai rappresentanti di Kyiv, tra cui il capo dell’ufficio presidenziale Andriy Yermak, il ministro degli Esteri Andrii Sybiha e il ministro della Difesa Rustem Umerov. La condizione, però, è che anche la Russia accetti di rispettare la tregua. Un’ipotesi che, al momento, sembra lontana dall’essere concretizzata, considerando le dichiarazioni di Mosca, che invita a “non correre troppo” e a valutare con attenzione ogni passo.
Il nodo principale rimane la diffidenza reciproca tra le parti, alimentata da mesi di conflitto e da una serie di fallimenti diplomatici. Mentre l’Ucraina e gli Stati Uniti cercano di consolidare un fronte comune, la Russia sembra voler mantenere un profilo basso, evitando di impegnarsi in decisioni affrettate. La cautela del Cremlino, d’altronde, riflette una strategia più ampia, che mira a preservare i propri interessi senza cedere a pressioni esterne.




