Mps approva l’aumento di capitale da 13,2 miliardi per l’ops su Mediobanca
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Redazione Economia
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Il Consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha dato il via libera all’aumento di capitale a pagamento fino a 13,19 miliardi di euro, destinato a finanziare l’offerta pubblica di scambio (Ops) sul totale delle azioni di Mediobanca. La decisione, presa nella serata di ieri dopo una riunione protrattasi a lungo, è stata adottata in base alla delega concessa dall’assemblea straordinaria del 17 aprile scorso. L’operazione prevede l’emissione di 2,23 miliardi di nuove azioni ordinarie, suddivisibili in una o più tranche, con esclusione del diritto di opzione per gli azionisti esistenti.
Mentre il via libera della Bce aveva già segnato un passo avanti per l’istituto senese, rimane ancora aperto il nodo della soglia minima di adesioni necessaria a rendere efficace l’Ops. Su questo punto, che potrebbe influenzare l’esito dell’intera operazione, il confronto tra Mps e Mediobanca si è fatto più acceso. Il presidente di Mediobanca, Alberto Nagel, ha scritto alla Consob per sollevare dubbi sulla trasparenza dei criteri che verranno adottati, mentre a Siena si lavora per definire il livello minimo di partecipazione richiesto. La scelta, ancora in fase di valutazione, potrebbe essere comunicata solo nei prossimi giorni, prima della presentazione del prospetto all’autorità di vigilanza.
L’aumento di capitale, che include anche un eventuale sovrapprezzo, è stato approvato all’unanimità dal cda guidato da Nicola Maione, ma non mancano le incognite. Se da un lato Mps punta a consolidare la propria posizione nel panorama bancario italiano, dall’altro l’assenza di dettagli sulle soglie minime rischia di alimentare le perplessità degli investitori. La partita, che vede coinvolti due dei principali attori del settore, potrebbe avere ripercussioni significative sul mercato, anche alla luce delle recenti tensioni tra i due gruppi.




