Mps approva aumento di capitale da 13,2 miliardi per l’ops su Mediobanca, ma la soglia minima divide
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Redazione Economia
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Il Consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha dato il via libera all’aumento di capitale a pagamento, fino a 13,19 miliardi di euro, destinato a finanziare l’offerta pubblica di scambio (ops) sul totale delle azioni di Mediobanca. La delibera, adottata in base alla delega concessa dall’assemblea straordinaria dello scorso 17 aprile, prevede l’emissione di 2,23 miliardi di nuove azioni ordinarie – in una o più tranche – con esclusione del diritto di opzione per gli azionisti esistenti.
Sebbene l’operazione abbia ottenuto il via libera della Bce, rimane aperto il nodo della soglia minima di adesioni necessaria perché l’ops abbia successo. Un punto che ha acceso lo scontro tra Siena e Milano, dove Mediobanca – guidata da Alberto Nagel – ha sollevato riserve formali, spingendosi fino a inviare una lettera alla Consob. Montepaschi, dal canto suo, non ha ancora reso noti i livelli di partecipazione richiesti, lasciando intendere che la decisione sarà presa solo nei prossimi giorni, prima della presentazione del prospetto all’autorità di vigilanza.
L’aumento di capitale, approvato nel corso di una riunione protrattasi fino a tarda serata, segue l’impianto già delineato nei mesi scorsi: non si tratta di un’acquisizione tradizionale, ma di uno scambio azionario che, se andasse in porto, ridisegnerebbe gli equilibri del settore bancario italiano. Gli azionisti di Mediobanca si troverebbero con quote Mps in portafoglio, mentre la banca senese – ancora in parte controllata dallo Stato dopo il salvataggio del 2017 – consoliderebbe la sua posizione nel panorama finanziario.
Per i clienti delle due istituzioni, al momento, non cambierebbe nulla sul piano operativo. Ma è chiaro che un’eventuale fusione, seppure indiretta, aprirebbe scenari nuovi, soprattutto per Mediobanca, da sempre pilastro della finanza d’affari italiana. Intanto, mentre i tecnici lavorano ai dettagli dell’operazione, gli investitori attendono di conoscere le condizioni precise dell’offerta, compreso il rapporto di cambio tra i titoli. Un dato che potrebbe rivelarsi decisivo per le adesioni.




