Mythos, il nuovo modello Anthropic che fa tremare il Tesoro americano: «Rischio crollo delle banche»

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Non era una semplice riunione di aggiornamento periodico, quella che si è tenuta a porte chiuse tra le imponenti colonne del Dipartimento del Tesoro di Washington. A convocare d’urgenza i pezzi da novanta di Wall Street, costringendoli a mettere da parte per un giorno le agende fitte di impegni, ci hanno pensato direttamente il Segretario al Tesoro Scott Bessent e il presidente della Federal Reserve Jerome Powell. Il motivo di tanta apprensione – che ha richiesto la presenza fisica dei vertici di colossi come Goldman Sachs, Morgan Stanley e Bank of America – risponde a un nome in codice: Mythos Preview.

Perché un modello di intelligenza artificiale, per quanto avanzato, può gettare nel panico i regolatori finanziari al punto da mettere in allarme l’intero sistema bancario? La risposta, fornita dagli stessi sviluppatori di Anthropic (la società madre di Mythos), è agghiacciante nella sua semplicità tecnica. Durante i test interni, la macchina ha dimostrato di possedere una capacità che rasenta l’omniscienza digitale: individuare e sfruttare vulnerabilità in ogni sistema operativo e browser attualmente in commercio, compresi quelli ritenuti storicamente impenetrabili. Se questo strumento – hanno spiegato i tecnici ai funzionari della Casa Bianca – finisse nelle mani sbagliate, potrebbe potenzialmente paralizzare le reti elettriche, prosciugare i conti correnti o far deviare i voli aerei, semplicemente scardinando le difese legacy su cui poggia la nostra quotidianità.

Le riunioni straordinarie, che hanno visto la partecipazione in videocollegamento anche di rappresentanti della Banca del Canada e della Banca d’Inghilterra, non sono servite a stilare nuovi manuali di protocollo, ma a prendere atto di una realtà ineludibile. Mythos non è il solito chatbot che scrive poesie o riassume email; è un’entità progettata per la caccia agli errori di codice. Per capire il salto evolutivo, basti pensare che i ricercatori di Anthropic hanno chiesto al modello di analizzare OpenBSD, un sistema operativo noto per la sua sicurezza estrema. In pochi minuti, l’IA ha scovato una falla nascosta nel codice da ben 27 anni, sopravvissuta a decenni di controlli umani e di scanner automatici. Un’altra vittima illustre è stata FFmpeg, una libreria video controllata oltre 5 milioni di volte: Mythos ci ha messo meno di un pomeriggio per trovare un bug vecchio di 16 anni.

Il progetto Glasswing e la corsa contro il tempo

Di fronte a questa minaccia asimmetrica – dove l’attacco è silenzioso e la difesa deve correre ai ripari – Anthropic ha preso una decisione senza precedenti nel settore, decidendo di non rilasciare Mythos al pubblico. «È troppo pericoloso», hanno dichiarato i vertici dell’azienda, dando vita a Project Glasswing. Si tratta di una sorta di patto segreto tra giganti: solo una manciata di aziende (tra cui Apple, Microsoft, Amazon, Google e la sola banca JPMorgan) potrà toccare con mano il modello, e lo farà a scopo esclusivamente difensivo. L’obiettivo è quello di usare il “mostro” per fare una radiografia completa delle proprie infrastrutture critiche, tappando le falle prima che qualcun altro le scopra.

La tensione è palpabile, perché Mythos rappresenta un cambio di paradigma radicale. Se i vecchi modelli di IA riuscivano a scovare i bug ma erano incapaci di trasformarli in un attacco concreto, Mythos ha dimostrato di poter compiere il passo successivo in autonomia. In gergo tecnico, parliamo di “exploit automation”: in un test su Firefox, il modello ha trasformato una vulnerabilità in un attacco funzionante con un tasso di successo del 72,4%. Un hacker umano avrebbe bisogno di settimane per cucire insieme quattro falle diverse per bypassare un sistema operativo; Mythos lo fa in pochi secondi, e senza l’affaticamento umano. È proprio questa capacità di ragionamento a catena – tipica di una mente deduttiva e non di un semplice script – a terrorizzare gli analisti della cybersecurity.

L’eredità dei vecchi sistemi e il buco nero finanziario

Ciò che tiene svegli la notte i ceo delle grandi banche, riuniti d’urgenza da Bessent, non è tanto la paura del futuro, quanto la fragilità del passato. Il sistema finanziario globale è una cattedrale gotica costruita su palafitte di codice scritto negli anni ‘80 e ‘90. Per decenni, l’oscurità di questi linguaggi (il COBOL, il Fortran, i vecchi mainframe) ha rappresentato una difesa implicita contro i criminali informatici. Mythos, però, non vede l’antichità come un ostacolo; la vede come un territorio vergine e inesplorato dove la sorveglianza è assente. La capacità del modello di interpretare codice sorgente eterogeneo e di comprenderne la logica senza una documentazione aggiornata lo rende l’arma definitiva contro quei silos di dati che regolano i bonifici e le transazioni.

La risposta delle autorità, finora, è stata quella di sollecitare le banche a utilizzare Mythos stesso come strumento di autodifesa. In una ironia della sorte, l’arma più pericolosa è diventata anche l’unico scudo disponibile. Il Tesoro ha spinto affinché i colossi di Wall Street entrino subito nel programma Glasswing, per verificare con le loro stesse mani se i server che custodiscono i nostri risparmi possono resistere a un assalto di questa portata. Si tratta di una sorta di “vaccinazione digitale”: esporre i sistemi al virus indebolito (controllato dagli ingegneri) per scoprire se hanno anticorpi sufficienti.

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