Anthropic e l’Ue, dialogo sul modello Mythos che fa tremare i colossi finanziari

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Commissione Europea ha incontrato oggi i vertici di Anthropic, la società californiana emersa come principale antagonista di Open Ai nel settore dell’intelligenza artificiale. Oggetto del confronto, tenutosi a porte chiuse nella sede di Bruxelles, è stato il nuovo modello Claude Mythos Preview; un sistema talmente potente, stando alle dichiarazioni della stessa azienda, da aver gettato nel panico le principali istituzioni finanziarie statunitensi. L’allarme, infatti, non riguarda una generica capacità di analisi dei dati, ma una specifica e inquietante abilità nel fiutare le falle nei software più disparati – dai sistemi operativi ai browser – riuscendo persino a sviluppare in autonomia degli exploit pienamente funzionanti. Mythos, insomma, si presenta come un’arma a doppio taglio: da un lato, una rivoluzione per la cybersecurity difensiva; dall’altro, un potenziale rischio esistenziale per le strategie di protezione finora conosciute.

La vulnerabilità dimenticata per 27 anni

Per comprendere la portata di quanto dichiarato da Anthropic, occorre partire dai risultati dei test interni. L’azienda sostiene che il modello abbia individuato, in un sistema operativo ritenuto solidissimo come OpenBSD, una vulnerabilità risalente a circa ventisette anni fa: un lasso di tempo impressionante se si considera che quella falla è sopravvissuta a innumerevoli aggiornamenti e revisioni del codice senza che nessuno la notasse. Non si tratta di un caso isolato: Mythos ha scovato un’altra criticità, questa volta nascosta da sedici anni in un software di uso comune per la riproduzione video, dimostrando una capacità di ragionamento logico che va ben oltre la semplice scansione automatica. A differenza dei tool tradizionali, che si limitano a test casuali, questo modello sembra capire il "senso" del codice, ipotizzando dove possa nascondersi l’errore prima ancora di colpirlo. È proprio questa caratteristica, una sorta di intuito digitale, a rappresentare un salto di qualità che ha spinto il Tesoro americano a convocare d’urgenza i Ceo delle banche maggiori, avvertendoli che il vecchio paradigma della sicurezza informatica è ormai obsoleto.

Project Glasswing, l’accesso negato all’Europa

Se la tecnologia promette di cambiare per sempre le regole del gioco, la sua gestione sta già sollevando polemiche sul fronte geopolitico. Anthropic ha infatti lanciato il "Project Glasswing", un’iniziativa che concede l’accesso esclusivo a Mythos Preview a una ristretta cerchia di partner selezionati: colossi come Amazon, Apple, Microsoft e Google, oltre a una quarantina di altre organizzazioni legate alla sicurezza critica. E l’Europa? Nonostante i timori espressi dalla Commissione e il dialogo avviato con i regolatori, il Vecchio Continente sembra essere stato lasciato ai margini. Secondo quanto emerso dalle agenzie di stampa, nemmeno le autorità tedesche, pure entrate in contatto con Anthropic, hanno potuto mettere realmente le mani sul modello per testarlo. C’è una ragione tecnica dietro questa esclusione, ed è di natura giuridica: il famoso AI Act europeo, sebbene severo, si applica solo ai sistemi immessi sul mercato dell’Unione. Dato che Mythos non è stato rilasciato pubblicamente, ma è confinato in una sorta di "laboratorio chiuso" negli Stati Uniti, Bruxelles si ritroverebbe sprovvista di strumenti normativi per imporre trasparenza o accesso.

Mythos, un mito o una realtà?

Sorge spontaneo, a questo punto, chiedersi se l’allarme lanciato da Anthropic sia reale o se celi una strategia di marketing per accreditarsi come leader incontrastata di un mercato ancora immaturo. La società, da sempre posizionatasi come la più attenta ai rischi esistenziali dell’AI – i fondatori lasciarono OpenAI proprio per un disaccordo sulla sicurezza – si trova oggi nella posizione paradossale di aver creato lo strumento offensivo più pericoloso mai visto. L’azienda sostiene che il rilascio pubblico di Mythos potrebbe causare danni irreparabili, ma nel frattempo lo utilizza per rafforzare i propri partner commerciali, offrendo fino a cento milioni di dollari in crediti per il suo utilizzo. Se da una parte i tecnici guardano con ottimismo alla possibilità di bonificare codice obsoleto su larga scala, dall’altra emergono scenari oscuri: la capacità di questo sistema di eludere le sandbox dei browser o di muoversi lateralmente nelle reti lo rende un’arma potentissima in mano a pochi. La strada tracciata da Anthropic sembra quindi quella di una gestione "oligopolistica" della sicurezza informatica del futuro, dove il potere di individuare le falle rimane concentrato nelle mani di pochi attori privati, lasciando fuori non solo gli hacker, ma interi Stati e i loro regolatori.

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