Anthropic lancia il “Project Glasswing”: l’AI che trova le falle (e spaventa la Casa Bianca)

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Nel mezzo di uno scontro senza precedenti con il Dipartimento della Guerra e lo stesso Presidente americano Donald Trump, Anthropic ha avviato una distribuzione estremamente limitata di Mythos, un nuovo modello di intelligenza artificiale (AI) che, secondo fonti governative e industriali, rappresenta un salto qualitativo senza precedenti nel campo della sicurezza informatica. L’azienda, nota per i suoi modelli “Claude”, ha ufficialmente presentato “Claude Mythos Preview” annunciando contestualmente la nascita di un consorzio industriale denominato “Project Glasswing”. L’iniziativa, che raggruppa colossi del calibro di Apple, Amazon, Microsoft, Google, Broadcom, Cisco, CrowdStrike, la Linux Foundation e Palo Alto Networks, nasce con un obiettivo dichiarato quanto urgente: mettere in sicurezza il software più critico del pianeta sfruttando proprio quelle capacità che, se lasciate fuori controllo, potrebbero paralizzarlo.

Mythos Preview: un “cacciatore di bug” senza precedenti

Se Claude Mythos Preview fosse esistito due anni fa, forse non avremmo mai assistito all’incidente informatico di CrowdStrike che paralizzò aeroporti e banche in tutto il mondo. Si tratta, lo ammettono gli stessi sviluppatori, di un mero esercizio di pensiero, eppure l’idea alla base del progetto è proprio questa: proteggere le infrastrutture con uno strumento capace di scovare in tempo record i cosiddetti “bug zero day”. Durante i test interni, Mythos ha dimostrato di saper identificare e sfruttare autonomamente vulnerabilità in ogni sistema operativo e browser web mainstream, trovando migliaia di falle ad alta gravità. In un caso specifico, ha scovato un bug nel sistema OpenBSD rimasto inosservato per 27 anni, mentre in un altro ha scritto un exploit per il browser Firefox in grado di concatenare quattro vulnerabilità diverse per eludere i sandbox del sistema operativo. La potenza bruta del modello emerge dal confronto con il suo predecessore: laddove Opus 4.6 riusciva a sviluppare exploit funzionanti in due casi su centinaia di tentativi, Mythos ci riesce in 181 occasioni, dimostrando un tasso di successo del 72,4%.

Un accesso limitato per contenere i rischi

A differenza dei modelli precedenti, Anthropic non ha alcuna intenzione di rendere Mythos Preview disponibile al pubblico. La distribuzione sarà limitatissima: solo le 40 società selezionate che aderiscono al Project Glasswing potranno testarlo, e lo faranno esclusivamente per attività di difesa informatica. La ragione di tanta cautela, come spiegato dalla stessa azienda, risiede nella duplice natura di quest’arma tecnologica. Nelle mani sbagliate, Mythos può pianificare ed eseguire attacchi informatici autonomi contro governi e imprese, abbattendo i costi di scoperta delle falle da milioni di dollari a poche decine di dollari. Per incentivare la riparazione delle infrastrutture critiche, Anthropic ha stanziato fino a 100 milioni di dollari in crediti d’uso per il modello, oltre a 4 milioni in donazioni dirette a gruppi open source impegnati nella sicurezza.

Le implicazioni geopolitiche di un’arma a doppio taglio

La presentazione di Mythos arriva in un clima di tensione tra la Silicon Valley e l’amministrazione Trump, che ha da tempo alzato la guardia sui rischi legati all’AI generativa applicata alla cyber sicurezza. Fonti vicine ai colloqui rivelano che rappresentanti delle Big Tech hanno avuto incontri privati con la Casa Bianca per discutere le implicazioni di questo salto tecnologico, temendo che la proliferazione di tali capacità possa erodere la fiducia nei sistemi digitali su cui si basano le reti elettriche, i sistemi di prenotazione aerea e le banche. L’obiettivo del Project Glasswing, quindi, non è solo tecnico ma anche strategico: creare un argine temporale. Mentre le aziende del consorzio utilizzano Mythos per fare pulizia nei loro codici più antichi e vulnerabili, il governo cerca di capire come regolamentare un’intelligenza che, come hanno ammesso i ricercatori di Anthropic, ha sviluppato queste capacità di hacking autonomamente, senza essere stata esplicitamente addestrata a farlo.

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