Ferrari a Monza, l'amaro risveglio dopo il sogno infranto
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
L’entusiasmo sfrenato dei tifosi, quel «bagno di folla» che ha travolto Monza per tutta la settimana, si è scontrato ancora una volta con la cruda realtà di una vettura incapace di competere per la vittoria. I foschi presagii, che aleggiavano già prima delle libere, hanno trovato conferma in una gara che ha lasciato addosso alle Rosse il sapore amaro della mediocrità. Una situazione, questa, che non può e non deve diventare la normalità per un team dal palmarès tanto illustre, il quale, dopo la chiusura della stagione europea, si ritrova a navigare in acque torbide senza aver colto nemmeno una vittoria in sedici appuntamenti.
La delusione, peraltro, è resa ancor più bruciante dal contesto del circuito di Monza, un tempio della velocità dove la potenza del motore – che pure non è mancata – avrebbe dovuto costituire un vantaggio decisivo. Invece, il risultato peggiore degli ultimi quattro anni, con entrambe le monoposto fuori dal podio, segna un preoccupante passo indietro. Ciò che ha destato scalpore, oltre alla performance in pista, sono state le dinamiche interne al team durante le qualifiche, con Lewis Hamilton che, dopo aver inizialmente dichiarato la propria disponibilità a porsi al servizio della squadra, ha poi retromarcato sostenendo di «non averlo mai fatto in carriera», privando così Charles Leclerc di un potenziale aiuto fondamentale.
In netto contrasto con quanto accaduto in Ferrari, spicca la scelta della McLaren, la cui direzione di gara ha invece impartito a Oscar Piastri l’ordine di restituire la posizione al compagno Lando Norris, a seguito di un problema durante il pit-stop. Una mossa strategica dettata da una lucida gerarchia di squadra, che ha messo in luce una differenza di approccio fin troppo evidente. A commentare la situazione è intervenuto persino Jean Alesi, il quale non ha usato mezzi termini per esprimere la propria delusione verso Hamilton, affermando che avrebbe dovuto aiutare Leclerc e che, se fosse stato al posto di Piastri, avrebbe senz’altro ceduto la posizione.




