35mila morti per il caldo in Europa: il bilancio delle ondate record

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le ondate di calore in Europa hanno causato almeno 35mila morti in più rispetto alla normalità durante il periodo compreso tra maggio e luglio, secondo una stima basata sui dati raccolti nei diversi Paesi europei. Il numero, però, non rappresenta ancora il quadro completo della situazione, perché le informazioni disponibili sono incomplete e riguardano poco meno della metà dei Paesi del continente. Il bilancio potrebbe quindi aumentare con l’inserimento dei dati relativi ad agosto, mese nel quale le temperature hanno continuato a raggiungere valori record in Europa.

La stima dei 35mila decessi legati al caldo deve essere letta con prudenza, perché non deriva dal lavoro di un istituto scientifico, ma dall’analisi realizzata dal quotidiano The Guardian attraverso numeri diffusi dai vari Paesi europei. I dati utilizzati non sempre seguono criteri identici, rendendo necessario un confronto attento tra le diverse rilevazioni. Nonostante queste differenze, le informazioni disponibili mostrano un aumento dei morti durante le ondate di calore iniziate nei mesi estivi, con temperature molto superiori alla media soprattutto nel Nord Europa e anche in Italia.

Il bilancio delle ondate di calore e i dati ancora incompleti

Le quattro ondate di calore consecutive che hanno interessato l’Europa hanno prodotto un numero di vittime superiore a quello registrato negli stessi periodi degli anni precedenti. Secondo la stima riportata, almeno 35mila persone sarebbero morte in eccesso durante l’estate, ma il dato potrebbe non comprendere tutti gli effetti delle temperature estreme. La sola ondata di caldo di fine giugno aveva già provocato oltre 10mila morti in eccesso, secondo il sistema di monitoraggio europeo EuroMOMO, fornendo un primo elemento per valutare l’impatto sanitario delle alte temperature.

Tra le informazioni emerse dalle prime rilevazioni c’è anche la distribuzione delle vittime per età: la maggior parte dei decessi ha riguardato persone con più di 65 anni. Il bilancio riportato include situazioni molto diverse tra i Paesi europei, con alcuni territori che hanno registrato numeri particolarmente elevati. La Germania, ad esempio, viene indicata come il Paese con il numero più alto nelle stime disponibili, mentre a Londra il numero delle vittime risulta raddoppiato secondo i dati citati.

Il ruolo del cambiamento climatico nelle temperature estreme

Le temperature registrate durante le ondate di calore estive sono state al centro delle analisi degli scienziati del gruppo World Weather Attribution, che hanno definito questi eventi estremi come "virtualmente impossibili" senza il cambiamento climatico. Il dato si inserisce nel quadro delle rilevazioni sulle conseguenze delle alte temperature in Europa, dove il caldo record ha avuto un impatto diretto sul numero dei decessi registrati. Le analisi disponibili collegano quindi gli episodi di caldo intenso alle condizioni climatiche che hanno caratterizzato il periodo osservato.

Il conteggio finale delle morti associate al caldo in Europa resta ancora da completare, perché le prime stime non comprendono tutti i Paesi e non includono ancora completamente il mese di agosto. Le informazioni raccolte fino a luglio mostrano comunque un aumento significativo dei decessi durante le ondate di calore, mentre i dati successivi saranno necessari per definire con maggiore precisione l’entità complessiva dell’impatto delle temperature estreme sull’estate europea.

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