Asta Btp, collocati titoli per 7,5 miliardi: ecco i rendimenti
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Redazione Economia
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La Banca d’Italia ha diramato i risultati delle aste di collocamento dei titoli di Stato svoltesi oggi, 13 maggio 2026, e i numeri confermano un’appetito tutt’altro che sopito per il debito pubblico italiano. Sono stati infatti collocati titoli per un ammontare complessivo di 7,5 miliardi di euro, soglia che rappresenta il limite massimo della forchetta inizialmente comunicata dal Tesoro; un dato, quest’ultimo, che segnala una domanda solida nonostante l’incertezza che ancora aleggia sui mercati obbligazionari europei. Le scadenze coinvolte nell’operazione di finanziamento sono tre: un Btp con cedola annua lorda del 2,4% in scadenza il 15 marzo 2029, un altro con cedola del 3,3% in scadenza il 15 giugno 2033, e infine un Btp ventennale al 2,95% che scadrà il primo settembre 2038. A tenere banco, come sempre in queste operazioni, è stato il rapporto tra offerta e domanda: gli investitori hanno sottoscritto interamente quanto messo a disposizione dal Ministero dell’economia e delle finanze.
Btp marzo 2029, piazzata la nona tranche da 3 miliardi
Venendo ai singoli titoli, il Mef ha collocato la nona tranche del Btp con scadenza 15 marzo 2029 – quello dalla cedola annua lorda del 2,4% – per un ammontare pari a 3 miliardi di euro. Un risultato, va detto, centrato sul valore più alto dell’intervallo previsto dal dicastero di via Venti Settembre, che aveva indicato una forchetta compresa tra 2,5 e 3 miliardi. E non è finita qui: le richieste complessive hanno raggiunto quota 4,6 miliardi di euro, il che significa una copertura abbondante dell’emissione, con un rapporto domanda/offerta che supera l’1,5 volte. Il rendimento lordo di questa emissione, sebbene non sia stato esplicitamente dettagliato nel comunicato odierno, viene comunemente calcolato sulla base del prezzo d’asta e della cedola fissa; in un contesto di tassi stabili da parte della Bce, un titolo triennale di questo tipo continua a rappresentare per i sottoscrittori un porto relativamente sicuro, con un flusso cedolare certo e un orizzonte temporale breve.
Btp giugno 2033, terza tranche da 3,25 miliardi
La stessa dinamica – quella del massimo raggiungibile – si è ripetuta per il Btp a sette anni, scadenza 15 giugno 2033 e cedola annua lorda del 3,3%. Il Mef, in questo caso, ha emesso la terza tranche del titolo per un valore di 3,25 miliardi di euro, cioè il tetto della forchetta (fissata tra 2,75 e 3,25 miliardi). Le richieste hanno toccato i 5,01 miliardi di euro, dimostrando una preferenza degli investitori per scadenze medio-lunghe, dove il rendimento nominale più elevato compensa almeno in parte i rischi legati a un eventuale rialzo futuro dei tassi. Va ricordato, per inciso, che il mercato secondario dei Btp ha vissuto nelle ultime settimane fasi alterne, con lo spread Btp-Bund che si è mantenuto comunque in area controllata; un fattore, questo, che non ha però frenato la partecipazione all’asta odierna.
Il calendario delle emissioni di giugno 2026
Uno sguardo avanti: il Dipartimento del Tesoro ha già pubblicato le date ufficiali delle aste di titoli di Stato per il mese di giugno 2026. Ecco le scadenze da segnare in agenda: il 10 giugno andrà in asta un nuovo lotto di Bot, i classici buoni ordinari del tesoro che rimborsano alla pari e il cui interesse è dato dalla differenza tra prezzo di rimborso e prezzo di sottoscrizione. L’11 giugno toccherà all’asta a medio-lungo termine, mentre il 24 giugno è prevista l’asta dei Btp Short e dei Btp€i (quelli indicizzati all’inflazione europea). Il 25 giugno si replica con un’altra asta Bot, e infine il 26 giugno si chiude con una seconda asta medio-lungo. I Bot, come detto, rappresentano uno strumento a breve termine molto sensibile alle attese sulla politica monetaria; la loro emissione, calendarizzata il 10 e il 25 giugno, offrirà ulteriori indicatori sulla liquidità del sistema e sulla propensione al rischio dei grandi investitori istituzionali.




