La madre di Mark Samson dopo il femminicidio di Ilaria Sula: "Sembrava un demonio, temevo mi facesse male"
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Redazione Interno
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Nors Man Lapaz, madre di Mark Antony Samson, ha descritto agli inquirenti i momenti successivi all’omicidio di Ilaria Sula, la 22enne uccisa a coltellate dal figlio il 26 marzo scorso a Roma. Durante l’interrogatorio del 7 aprile in Questura, la donna – indagata per concorso in occultamento di cadavere – ha raccontato di aver visto il giovane in uno stato di alterazione tale da non riconoscerlo: «La faccia di Mark non era la sua».
«Era rosso, tremava forte, da far paura», ha dichiarato la madre, aggiungendo di aver temuto per la propria incolumità. «Mi ha aperto la porta, ho avuto paura che facesse del male anche a me». Samson, secondo la ricostruzione, le avrebbe chiesto se possedessero «una valigia grande», dettaglio che ha portato gli investigatori a ipotizzare un tentativo di nascondere il corpo. «Gli ho indicato dov’era», ha ammesso la donna, «e lui l’ha presa».
Le parole di Nors Man Lapaz gettano luce sulle ore successive al delitto, avvenuto nell’appartamento di via Homs dove la vittima, studentessa di origini umbre, è stata aggredita. Il racconto, che gli inquirenti stanno verificando incrociandolo con altri elementi, descrive un quadro di estrema tensione, con Samson in preda a un’agitazione definita «demoniaca».




