Inchiesta arbitri, l’indagine si chiude: archiviazione e nuovi interrogativi
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Redazione Sport
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L’inchiesta arbitri della Procura di Milano si avvia verso l’archiviazione dopo mesi in cui era stata raccontata come un possibile nuovo terremoto nel calcio italiano. L’indagine aveva attirato l’attenzione per i riferimenti al sistema arbitrale, per il coinvolgimento di Gianluca Rocchi, costretto ad autosospendersi dopo l’iscrizione nel registro degli indagati, e per i dubbi sollevati sul rapporto con alcuni ambienti del calcio. Il quadro emerso dalla vicenda, però, non ha portato agli sviluppi inizialmente ipotizzati, mentre resta aperto il confronto sugli elementi raccolti durante le verifiche.
Al centro dell’inchiesta arbitri sono finite soprattutto le conversazioni riguardanti l’ex designatore della CAN di Serie A e Serie B Gianluca Rocchi, che ha provato a chiarire alla Procura di Milano i contenuti delle telefonate con diversi protagonisti del mondo del calcio. Tra queste sono state analizzate anche quelle con Andrea Butti, Head of Competitions della Serie A, nelle quali sarebbe stato affrontato il tema delle designazioni arbitrali per le partite dell’Inter. Le intercettazioni hanno alimentato discussioni sulle possibili pressioni ricevute dal designatore e sul ruolo delle indicazioni arrivate durante la stagione.
Le intercettazioni su Rocchi e il confronto sul ruolo dell’Inter
Secondo quanto riportato, Rocchi avrebbe parlato agli inquirenti di pressioni e indicazioni ricevute, spiegando che tali situazioni lo avrebbero infastidito e fatto arrabbiare. Nelle conversazioni finite all’attenzione della Procura comparirebbero anche riferimenti a determinati arbitri e alle partite dell’Inter, con frasi attribuite a interlocutori che esprimevano valutazioni sui direttori di gara. L’Inter è stata inizialmente solo evocata nella vicenda, poi è stata indagata nella fase finale dell’inchiesta e successivamente archiviata. Il filone relativo alle incursioni nella sala VAR di Lissone è stato invece trasferito alla Procura di Monza.
La chiusura del fronte penale ha provocato anche reazioni critiche da parte di chi aveva seguito la vicenda sotto il profilo sportivo. L’avvocato Maurilio Prioreschi, difensore di Luciano Moggi, ha commentato la richiesta di archiviazione parlando di perplessità e richiamando il confronto con il caso Calciopoli. Secondo il legale, la motivazione della Procura di Milano avrebbe richiamato la giurisprudenza relativa a quella vicenda, mentre a suo giudizio gli elementi contestati nell’inchiesta sugli arbitri avrebbero avuto caratteristiche differenti. Le sue dichiarazioni hanno riaperto il dibattito sulle valutazioni adottate dalla magistratura.
Cosa resta dopo la richiesta di archiviazione dell’indagine
L’inchiesta arbitri, partita con paragoni molto forti e con l’ipotesi di un possibile cambiamento profondo nel calcio italiano, si è quindi ridimensionata sul piano penale. La richiesta di archiviazione della Procura di Milano rappresenta il passaggio centrale della conclusione del filone che riguardava le presunte pressioni sull’ex designatore Gianluca Rocchi. Restano però gli sviluppi legati alla giustizia sportiva, che dovrà valutare gli elementi disponibili secondo il proprio percorso. La vicenda ha lasciato al centro dell’attenzione il rapporto tra designazioni arbitrali, dirigenti e interlocuzioni con i protagonisti del campionato.
Nel corso dei mesi l’inchiesta arbitri aveva raccolto attenzione anche per il riferimento a possibili analogie con precedenti vicende del calcio italiano, ma gli accertamenti della Procura di Milano non hanno portato alle conseguenze ipotizzate nella fase iniziale. Il ruolo di Rocchi, le telefonate analizzate e il coinvolgimento dell’Inter sono stati gli aspetti principali esaminati dagli investigatori. Ora il percorso giudiziario prosegue solo per gli aspetti trasferiti ad altre competenze, mentre il fronte sportivo resta in attesa di ulteriori valutazioni.




