Inchiesta arbitri, Rocchi verso l’archiviazione: non emerge un sistema

Inchiesta arbitri, Rocchi verso l’archiviazione: non emerge un sistema
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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’inchiesta arbitri su Gianluca Rocchi si avvia verso l’archiviazione dopo la richiesta della Procura di Milano, che non ha ravvisato un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine dei direttori di gara. I pm hanno riconosciuto l’esistenza di pressioni legate a singoli episodi ipotizzati, ma hanno ritenuto che gli elementi raccolti non fossero sufficienti per sostenere l’accusa di concorso in frode sportiva contestata all’ex designatore arbitrale. La decisione arriva dopo una fase caratterizzata da diverse valutazioni interne sull’esito dell’indagine e riguarda il filone relativo alle assegnazioni arbitrali di quattro partite.

Secondo la Procura di Milano, le pressioni emerse durante gli accertamenti non avrebbero delineato un meccanismo organizzato per condizionare le scelte arbitrali. L’indagine aveva preso in esame il ruolo di Rocchi nella designazione degli arbitri e le ipotesi di possibili interferenze sulle nomine, ma i magistrati hanno chiesto al gip l’archiviazione del procedimento. La posizione dell’ex designatore, quindi, viene ridimensionata rispetto alle accuse iniziali più pesanti, che riguardavano un possibile pilotaggio delle direzioni di gara.

Le telefonate di Rocchi e il tema delle pressioni

Nel corso dell’inchiesta sono emerse alcune conversazioni telefoniche in cui Rocchi parlava delle pressioni ricevute. In particolare, il 29 aprile 2025, durante una telefonata con Andrea Gervasoni, il designatore avrebbe commentato il comportamento dell’Inter rispetto alle scelte arbitrali, arrivando a ipotizzare un cambio di designazione per una partita contro il Verona. La frase intercettata faceva riferimento al fatto che la società nerazzurra avrebbe esercitato forti pressioni, ma secondo i pm questi episodi non hanno portato alla conferma dell’esistenza di un sistema organizzato.

Tra gli elementi citati nell’indagine c’è anche il riferimento a una telefonata non presente negli atti, della quale Rocchi aveva parlato nelle conversazioni con i colleghi. L’assenza della registrazione è stata collegata all’ipotesi che la comunicazione possa essere avvenuta tramite WhatsApp. Le intercettazioni raccolte hanno comunque contribuito a ricostruire il contesto dei rapporti e delle tensioni legate alle designazioni arbitrali, senza però fornire, secondo la Procura, elementi sufficienti per sostenere l’accusa principale.

L’archiviazione dell’Inter e le conseguenze dell’inchiesta

Nell’ambito della stessa vicenda è emerso anche il coinvolgimento dell’Inter nell’indagine milanese per la legge 231 sulla responsabilità degli enti. La società nerazzurra è stata successivamente archiviata come conseguenza dell’esclusione del reato presupposto, cioè dell’ipotesi di frode sportiva che avrebbe dovuto sostenere il procedimento. L’indagine sulle presunte pressioni esercitate nei confronti di Rocchi non ha quindi trovato elementi ritenuti sufficienti per proseguire sul piano accusatorio.

La richiesta di archiviazione riguarda il filone dell’inchiesta relativo alle presunte alterazioni delle designazioni arbitrali e alle accuse rivolte all’ex arbitro fiorentino. Dopo l’interrogatorio di Rocchi, il suo legale Antonio D’Avirro aveva dichiarato di aver maturato la convinzione che la vicenda si sarebbe conclusa favorevolmente. La Procura di Milano ha ora formalizzato la richiesta di archiviazione, riducendo il peso delle contestazioni iniziali sull’ex designatore.

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