Renato Vallanzasca, La parabola del bandito senza pace
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Redazione Interno
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Renato Vallanzasca, un nome che evoca un'epoca di terrore e crimine a Milano, è stato rilasciato dal carcere dopo 52 anni di detenzione. Vallanzasca, noto come "il bel Renè", ha trascorso gran parte della sua vita dietro le sbarre, accumulando quattro ergastoli per un totale di 295 anni di reclusione. La sua carriera criminale è iniziata negli anni '70, con rapine, sequestri di persona e omicidi che lo hanno reso uno dei banditi più famigerati d'Italia.
La sua storia è un romanzo criminale che ha affascinato e terrorizzato il pubblico. Nel 1972, Vallanzasca ha compiuto due rapine che gli fruttarono 78 milioni di lire. Da allora, la sua vita è stata un susseguirsi di crimini e fughe spettacolari. Nel 2014, l'ultimo colpo: un furto in un supermercato Esselunga di Milano, dove rubò un paio di mutande di Versace, delle cesoie da giardinaggio e un sacco di concime. Un bottino modesto rispetto ai suoi precedenti, ma che segnò la fine della sua carriera criminale.
Oggi, a 74 anni, Vallanzasca è un uomo fiaccato dal tempo e dalla prigionia. Affetto da Alzheimer, è stato ritenuto incapace di restare in carcere e trasferito in una casa di cura in provincia di Padova. La sua condizione attuale è un triste epilogo per un uomo che ha vissuto una vita all'insegna della violenza e della ribellione.
La parabola di Vallanzasca è emblematica di un'epoca in cui il crimine organizzato dominava le cronache italiane. La sua figura, sebbene controversa, ha lasciato un'impronta indelebile nella storia del crimine in Italia.




