Renato Vallanzasca, il bandito milanese esce dal carcere dopo 52 anni
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Redazione Interno
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Renato Vallanzasca, uno dei criminali più noti e temuti della storia italiana, lascia il carcere dopo 52 anni. Condannato a quattro ergastoli e 295 anni di reclusione per una serie di crimini che includono rapine a mano armata, sequestri di persona, furti e risse, Vallanzasca è stato trasferito in una residenza sanitaria assistenziale (RSA) a causa delle sue gravi condizioni di salute. Affetto da Alzheimer, il tribunale di sorveglianza ha ritenuto che la sua detenzione fosse incompatibile con il suo stato di salute.
La storia di Vallanzasca è stata raccontata nel libro autobiografico "Il fiore del male. Bandito a Milano", scritto con l'aiuto del giornalista Carlo Bonini, e successivamente adattata nel film del 2010 "Vallanzasca - Gli angeli del male", diretto da Michele Placido e interpretato da Kim Rossi Stuart nel ruolo del protagonista.
Nato a Milano nel 1950, Vallanzasca iniziò la sua carriera criminale negli anni '70, diventando rapidamente una figura di spicco nel mondo della malavita milanese. La sua banda, nota come la "Banda della Comasina", terrorizzò la città con una serie di rapine e sequestri di persona. Nonostante numerosi tentativi di evasione e scontri con le forze dell'ordine, Vallanzasca fu catturato e condannato a pene severissime.
Durante i suoi anni in carcere, Vallanzasca ha continuato a mantenere un profilo alto, rilasciando interviste e scrivendo libri.




