Treviso, l'influenza travolge gli ospedali: un quarto dei letti occupati e 17 vittime in poche settimane

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L’ondata influenzale stagionale, che ormai da settimane continua a propagarsi con virulenza, ha trasformato i reparti degli ospedali della Marca in un fronte permanente. I dati, aggiornati all’ultima rilevazione, tracciano un quadro preoccupante: un ricovero su quattro è direttamente riconducibile al virus, il quale, nonostante le previsioni che indicavano un calo dopo il primo scorcio di gennaio, mostra invece una tenacia inaspettata e tragica nelle sue conseguenze. La sola ultima settimana, infatti, ha registrato altri quattro decessi, portando il totale delle vittime a diciassette da metà dicembre; un conteggio che, oltre a misurare l’aggressività del ceppo virale in circolazione, impone una riflessione sulle strategie di contenimento. Il patogeno, capace di scatenare gravi sindromi respiratorie che spesso degenerano in broncopolmoniti, sembra aver quindi trovato un terreno fertile, aggirando le difese immunitarie di una fetta significativa della popolazione.

L'estensione della campagna vaccinale

Di fronte a un’incidenza in crescita trasversale, che colpisce senza distinzioni sostanziali tutte le fasce d’età, l’Usl 2 della Marca trevigiana ha quindi disposto una contromisura straordinaria. La decisione, comunicata lunedì, è quella di estendere a tutta la popolazione residente la possibilità di accedere gratuitamente al vaccino antinfluenzale, un’offerta che sarà mantenuta attiva anche nelle prossime settimane. La misura, che va oltre le categorie tradizionalmente protette e agevolate, risponde alla necessità di creare una barriera immunitaria più ampia possibile, tentando di arginare la diffusione del virus negli ambienti di lavoro, nelle scuole e nelle famiglie. Per accedere alla vaccinazione, basterà prenotare attraverso il portale dedicato dell’azienda sanitaria oppure contattando direttamente i Punti Unici di Vaccinazione sparsi sul territorio, come quello di Asolo.

Il quadro epidemiologico nella regione

La situazione critica di Treviso non costituisce, del resto, un episodio isolato ma si inserisce in un contesto regionale caratterizzato da un’intensa attività virale. A Verona, ad esempio, si stima che le persone contagiate siano già circa sedicimila, con l’attesa che il picco epidemico vero e proprio si materializzi proprio nei giorni seguenti l’Epifania. Le festività natalizie, con la temporanea chiusura di molti uffici e ambulatori, avevano creato un illusorio calo delle segnalazioni, un dato tecnico che ha solo ritardato la percezione dell’imminente risalita della curva. Le autorità sanitarie locali hanno fatto notare come, nonostante gli appelli, la copertura vaccinale negli over 65 si attesti al 52%, una percentuale ancora inferiore all’obiettivo minimo prefissato, mentre si registra una maggiore adesione tra i bambini, una fascia in cui l’immunizzazione riveste un ruolo cruciale nel limitare i focolai.

L'impatto sul sistema sanitario

L’afflusso costante di pazienti influenzali gravi sta mettendo a dura prova la capacità di risposta dei presidi ospedalieri, assorbiti non solo dalla gestione dei sintomi acuti ma anche dalle complicanze post-influenzali, che prolungano i tempi di degenza e impegnano risorse specialistiche. La scelta di rendere universale e gratuita l’offerta vaccinale rappresenta dunque un tentativo, seppur in parte tardivo, di alleggerire la pressione sui pronto soccorso e sui reparti di medicina, evitando che il sistema venga sopraffatto da una patologia che, in molti casi, sarebbe prevenibile. La dinamica dei contagi, che ha già mostrato la sua letalità soprattutto tra gli anziani e i fragili, rende questa campagna estesa una misura di sanità pubblica non più differibile.

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