Il dottor Carrara: "Con il Covid diffuso e l'influenza in arrivo è fondamentale vaccinarsi"

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Mentre il virus Sars-Cov-2, ormai divenuto endemico, continua a circolare, l’influenza stagionale, che pure si annuncia con un’intensità significativa, ha già fatto il suo esordio in diverse regioni italiane, un duplice scenario che spinge gli esperti a sottolineare l’importanza della profilassi. “È fondamentale vaccinarsi”, afferma il dottor Carrara, richiamando l’attenzione su una precauzione che, sebbene semplice, rimane la scelta migliore per prevenire il contagio e le sue conseguenze. I sintomi, del resto, sono noti e facilmente riconoscibili: si va dalla febbre improvvisa al raffreddore, passando per i dolori articolari e una spiazzante sensazione di debolezza, un insieme di segnali che ambulatori e studi medici cominciano già a registrare con una frequenza crescente.

I dati della sorveglianza e l'avvio della stagione epidemica

La stagione influenzale, che secondo le previsioni potrebbe rivelarsi particolarmente intensa, ha ormai varcato la soglia, come dimostrano i primi casi ufficialmente segnalati in Lombardia e nel Lazio, regioni dove la campagna vaccinale è già operativa. A tracciare un quadro preciso della situazione, seppur in fase iniziale, ci pensano i sistemi di sorveglianza, i cui bollettini disegnano una curva delle infezioni respiratorie chiaramente in ascesa. Il report Influnews della Regione Lombardia, riferito alla settimana dal 6 al 12 ottobre, fotografa un’incidenza totale delle sindromi simil-influenzali pari a 7.8 casi per mille assistiti, un dato che, sebbene collocato ancora su un livello basale, conferma un avvio non trascurabile. A essere maggiormente colpiti, come spesso accade, sono i bambini molto piccoli, nella fascia d’età 0-4 anni, dove si registra un’incidenza di 13.6 casi ogni mille assistiti.

Il confronto con l'emisfero australe e la circolazione virale

A destare una certa attenzione tra gli addetti ai lavori è quanto è accaduto nell’emisfero australe, dove la stagione influenzale ha già toccato il suo apice. In Australia, per esempio, il virus ha cominciato a diffondersi con largo anticipo, già nel mese di agosto, registrando un picco di infezioni superiore di circa il 70% rispetto all’anno precedente, un dato che fa riflettere su possibili dinamiche anche per il nostro Paese. Questa circostanza, unita alla persistente diffusione del Covid-19, che ormai fa parte del panorama delle virosi respiratorie con cui convivere, delinea un autunno che richiederà una particolare vigilanza sanitaria. La co-circolazione di più patogeni, infatti, potrebbe mettere a dura prova molti, specialmente i soggetti più fragili.

La campagna vaccinale come strumento di protezione

Proprio per far fronte a questa duplice sfida, la campagna vaccinale antinfluenzale e contro il Covid-19 rappresenta il cardine della strategia di prevenzione, uno strumento che le autorità sanitarie promuovono con convinzione. La vaccinazione, la cui efficacia nel mitigare i sintomi e le complicanze è ampiamente dimostrata, si conferma dunque la pietra angolare per affrontare i mesi freddi con una protezione in più. La sua importanza è ancor più evidente se si considera che il picco epidemico dell’influenza, secondo le consuete dinamiche, è atteso nel periodo compreso tra novembre e dicembre, una finestra temporale che lascia ancora spazio per organizzarsi e aderire alla profilassi.

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