Baldanti: «Vaccinarsi resta fondamentale per proteggersi dalle complicanze»
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Redazione Salute
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Fausto Baldanti, responsabile del Centro regionale malattie infettive, mentre sforano i cinque milioni i contagi da virus influenzali in Italia, rilancia l’appello alla vaccinazione, definendo “un buon risultato” le oltre due milioni di somministrazioni effettuate a livello regionale ma sottolineando come “si possa fare meglio e siamo ancora in tempo per farlo”. I centri vaccinali, come ricorda il medico, restano attivi e la protezione offerta dal vaccino, che contiene il ceppo circolante, rappresenta uno strumento cruciale per evitare gli esiti più severi dell’infezione, il cui picco è atteso proprio nelle prossime settimane. Un’ondata, quella in corso, che vede protagonista quasi assoluta la variante K del virus A(H3N2), particolarmente contagiosa e capace di mettere a letto, stando ai dati di sorveglianza, centinaia di migliaia di persone in pochi giorni.
La curva dei contagi punta verso l’alto in vista delle feste
L’ultimo report, che fotografa la situazione fino a metà dicembre, registra infatti ben 817mila nuovi casi in sette giorni, portando l’incidenza a 14,7 casi ogni mille assistiti. Una crescita sostenuta, che conferma come la curva epidemica sia in netta salita, complice anche l’abbassamento delle temperature e la maggiore frequenza di occasioni di socialità al chiuso. Proprio le imminenti riunioni festive, secondo gli esperti, potrebbero costituire un volano per la trasmissione virale, anticipando il picco massimo dei contagi nel cuore del periodo natalizio. Sebbene, infatti, la variante non mostri al momento segnali di una particolare severità intrinseca, la sua elevata contagiosità e la durata dei sintomi finiscono per tradursi in un aumento significativo degli accessi negli studi medici e, in alcuni casi, nei pronto soccorso.
Gli ospedali sotto pressione per le complicanze respiratorie
Proprio gli ospedali, del resto, cominciano a risentire della pressione esercitata dall’epidemia, con un incremento tangibile dei ricoveri legati a complicazioni di tipo respiratorio in soggetti fragili o con patologie pregresse. Situazioni, queste, che spesso evolvono in quadri clinici delicati, richiedendo un impegno non indifferente da parte delle strutture sanitarie. La raccomandazione delle autorità, pertanto, è quella di non sottovalutare l’infezione e di adottare, accanto alla vaccinazione, quelle precauzioni di base – come un’accurata igiene delle mani e il ricorso alle mascherine in contesti affollati – che possono limitare la circolazione del patogeno.
In Trentino la diffusione è già ampia ma il picco non è vicino
In alcune regioni, come il Trentino, l’impatto è già molto evidente, con migliaia di persone costrette a letto dai sintomi. Le dichiarazioni del direttore del dipartimento di prevenzione locale delineano un quadro di un ceppo “aggressivo”, la cui diffusione sta facendo salire rapidamente la curva dei contagi, sebbene il momento di massima incidenza non sia considerato imminente. Un elemento che accomuna tutti i territori è la conferma della corrispondenza tra il virus in circolazione e quello incluso nella composizione del vaccino stagionale, il che rafforza ulteriormente l’efficacia dello strumento preventivo e la validità scientifica dell’invito a immunizzarsi, specialmente per le categorie più vulnerabili.




