Roma, sgominata la banda delle rapine seriali agli anziani: 18 arresti nel campo di via Gordiani

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le urla strazianti e disperate, che risuonano negli audio in possesso dei carabinieri, costituiscono la prova più cruda del modus operandi di un gruppo criminale, ormai smantellato, il quale ha scelto come sue vittime preferite persone anziane e inermi. Queste, colte di sorpresa all'interno delle proprie abitazioni mentre guardavano la televisione o durante i momenti di riposo, venivano sottoposte a violenze psicologiche e fisiche, con minacce sussurrate all'orecchio per imporre il silenzio e la sottomissione. Il nucleo operativo della compagnia Parioli, dopo un'indagine durata sette mesi, ha ricostruito un'attività criminosa intensa e spietata, che ha portato all'esecuzione di quarantasei colpi in un arco temporale relativamente breve, concentrandosi in particolare su quartieri della zona sud-est della capitale.

L'organizzazione e il covo

La base operativa del sodalizio criminale, come emerso dalle indagini, era situata nel campo nomadi di via dei Gordiani, un'area di sosta collocata tra Tor Pignattara e Centocelle dalla quale i diciotto individui, tutti di etnia rom, pianificavano le loro incursioni. La loro attività, che in certi periodi ha raggiunto una media di tre furti al giorno, si configurava come una vera e propria cooperativa del crimine, caratterizzata da una spietata efficienza e da una totale mancanza di scrupoli nei confronti di chi, trovandosi in una condizione di fragilità, veniva privato non solo dei propri averi ma anche della serenità e della sicurezza personale. Il blitz delle forze dell'ordine, avvenuto ieri fra baracche e container, ha portato all'arresto di coloro che sono ritenuti i principali autori materiali e organizzatori di questa lunga serie di reati.

I metodi della violenza

Il marchio di fabbrica della banda, ciò che la rendeva particolarmente temibile, non era solo la frequenza degli episodi ma la brutalità psicologica impiegata. Gli aggressori, intrufolatisi negli appartamenti, svegliavano le vittime di soprassalto o le sorprendevano nelle loro routine quotidiane, per poi sottoporle a sequestri di persona all'interno delle mura domestiche. Le minacce di morte, come «Giù la testa, girati, se mi guardi ti ammazzo» o «Se non smetti di gridare ti sparo», venivano pronunciate per terrorizzare e immobilizzare gli anziani, impedendo qualsiasi tentativo di reazione. In almeno un caso, per accentuare il senso di terrore, è stata esibita una pistola, rendendo ancor più concreta e tangibile la paura di conseguenze letali.

Il tentativo di salto di qualità

Oltre alla sistematica campagna di rapine ai danni dei privati, le indagini hanno portato alla luce un tentativo di diversificazione criminale, con un progetto di rapina a mano armata ai danni di un supermercato, pianificato con meticolosità. L'assalto, che avrebbe dovuto avere come obiettivo un ingente incasso, è stato ideato anche con il contributo di un soggetto detenuto, a dimostrazione di un'ambizione operativa che andava oltre i furti domiciliari. L'intenzione era quella di compiere un vero e proprio salto di qualità, per poi far rientrare il bottino e spartirlo all'interno del campo di via dei Gordiani, considerato un luogo sicuro per la dissipazione dei proventi illeciti.

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