Premio Campiello 2026, la cinquina dei finalisti svelata a Padova tra conferme e sorprese
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Si è tenuta questa mattina, nella storica cornice dell'Aula Magna di Palazzo del Bo a Padova, la cerimonia di selezione che ha ufficialmente sancito i nomi dei cinque finalisti della 64esima edizione del Premio Campiello. La Giuria dei Letterati, quest’anno presieduta per la prima volta da Roberto Cicutto, ha operato una scelta rapida – occorrono solo cinque votazioni per arrivare al verdetto – che consegna al pubblico estivo un quintetto di autori di altissimo profilo, selezionati tra i sessanta titoli emersi dall’ultima scrematura dei 560 complessivamente iscritti al concorso.
L’appuntamento è ora fissato per il 3 ottobre, quando al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia la giuria popolare dei Trecento Lettori Anonimi decreterà il vincitore della "Vera da pozzo".
I cinque titoli in corsa per l’edizione 2026
A contendersi il prestigioso riconoscimento saranno Marcello Fois, che ritorna in finale dopo l’esperienza del 2012, con "L’immensa distrazione" (Einaudi); lo scrittore Ermanno Cavazzoni, autore di "Storia di un’amicizia" (Quodlibet), un romanzo che era già stato incluso nella dozzina del Premio Strega 2026; Elena Varvello, propostasi con "La vita sempre" (Ugo Guanda Editore); Valeria Parrella, in gara con "La ragazzina" (Feltrinelli); e infine Alcide Pierantozzi, il cui "Lo sbilico" (Einaudi) rappresenta l’altro titolo – assieme a quello di Fois – della casa editrice torinese, nonché l’altro
Finalista in contemporanea alla corsa per lo Strega. Mentre i primi quattro nomi hanno raccolto un consenso immediato, la scelta del quinto finalista è stata più combattuta: Pierantozzi ha avuto la meglio solo dopo un serrato ballottaggio con Niccolò Zancan, il cui "L’ultimo operaio" era rimasto in lizza fino alle ultime battute.
L’Opera Prima e il meccanismo della selezione
Parallelamente all’annuncio della cinquina, la Giuria dei Letterati ha inoltre attribuito il Premio Campiello Opera Prima 2026 a Nadeesha Uyangoda, vincitrice con il romanzo "Acqua sporca", edito anch’esso da Einaudi. Questo riconoscimento, che celebra il talento emergente nella narrativa italiana, affianca idealmente i cinque "senatori" del concorso principale. La struttura del premio, promosso da Confindustria Veneto, prevede ora il passaggio di consegne ai Trecento Lettori Anonimi, i quali avranno il compito di leggere e valutare i volumi nel corso dell’estate.
È a loro che spetta la scelta ultima, una prassi che distingue il Campiello da altri premi letterari, spesso dominati esclusivamente dal voto delle accademie.
Un percorso di avvicinamento tra presentazioni e attesa
Prima del verdetto finale di Venezia, gli autori finalisti – Fois, Cavazzoni, Varvello, Parrella e Pierantozzi – si sottoporranno al tradizionale tour estivo, un calendario di incontri e presentazioni che toccherà diverse città italiane con l’obiettivo di portare i libri direttamente al confronto con il pubblico dei lettori. Se la convergenza di voti registrata nella giornata di oggi a Padova suggerisce una certa omogeneità di gusto tra i membri della giuria tecnica, il verdetto di ottobre resta tuttavia una partita totalmente aperta.
L’unica certezza, al momento, è che il 2026 segna un’edizione dal forte respiro letterario, capace di mettere in fila esperienze narrative radicalmente diverse: dalla prosa misurata di Fois alla sperimentazione di Cavazzoni, passando per la graffiante cifra stilistica di Parrella e la profondità psicologica di Varvello.




