Wanda Marasco vince il Premio Campiello con un romanzo su Palasciano
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La scrittrice Wanda Marasco si è aggiudicata la sessantatreesima edizione del Premio Campiello, riconoscimento istituito dagli Industriali del Veneto nel 1962, con il suo romanzo "Di spalle a questo mondo", pubblicato da Neri Pozza. La cerimonia di premiazione, che si è tenuta come da tradizione nel Teatro La Fenice di Venezia, ha sancito il successo dell’opera in un serrato testa a testa con "Bebelplatz" di Fabio Stassi, che si è classificato al secondo posto. La Marasco, la quale ha ottenuto ottantasei voti dalla Giuria dei Trecento Lettori Anonimi, ha definito il riconoscimento «un chiodo duro e morbido» per la sua carriera, dedicandolo a tutto ciò che le ha donato «amore e conoscenza».
Il libro vincitore ricostruisce, attraverso un sapiente intreccio di dati storici e invenzione narrativa, la figura complessa e tormentata di Ferdinando Palasciano, celebre medico ottocentesco la cui esistenza fu segnata da un’ossessione profonda: quella di curare ogni essere umano, senza distinzione di censo o schieramento, persino i nemici in tempo di guerra. Una visione del suo ruolo così radicale – che gli valse, non a caso, una condanna a morte poi tramutata in grazia per intervento del re – lo condusse, negli ultimi anni, verso un progressivo isolamento e verso deliri che l’autrice indaga con prosa penetrante.
La vittoria della Marasco, che in passato aveva già ricevuto il premio Costa Smeralda, conferma una tendenza precisa nel gusto del pubblico dei lettori, i quali dimostrano una persistente preferenza per la forma-romanzo nella sua accezione più classica e narrativa. La cinquina finalista di quest’anno, del resto, è emersa da scelte coraggiose operate dalla giuria dei letterati, le quali appaiono in piena sintonia con lo spirito innovativo che ha da sempre caratterizzato il Campiello, sin da quando, nella sua prima edizione, premiò un’opera audace e spiazzante come "La tregua" di Primo Levi




