Wanda Marasco vince il Campiello con il romanzo su Ferdinando Palasciano, il medico che sfidò la guerra
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La scrittrice Wanda Marasco si è aggiudicata la sessantatreesima edizione del Premio Campiello, il cui verdetto è stato reso noto sabato 13 settembre nel corso di una cerimonia al Teatro La Fenice di Venezia. A trionfare è stato il suo ultimo lavoro, “Di spalle a questo mondo”, edito da Neri Pozza, un’opera che l’autrice stessa ha definito “un chiodo” per la sua carriera, frutto di un’immersione totale e di una devozione quasi assoluta durata quasi otto anni.
Al centro della narrazione, costruita su un sapiente intreccio tra dato storico e invenzione romanzesca, campeggia la figura reale eppure quasi dimenticata di Ferdinando Palasciano, medico e chirurgo napoletano attivo durante il Risorgimento. La sua vicenda umana e professionale – segnata da un’ossessione per la cura che lo spinse a prestare soccorso senza distinzione di schieramento, persino ai nemici in tempo di guerra – si erge a potente atto sovversivo contro le logiche del conflitto. Un comportamento, il suo, che all’epoca gli valse una condanna a morte, in seguito commutata in una grazia concessa direttamente dal re.
Il romanzo della Marasco non si limita a rievocare le gesta eroiche del medico ma ne scandaglia approfonditamente gli ultimi anni di vita, caratterizzati da un progressivo isolamento e da deliri che la scrittrice interpreta non come un semplice cedimento psichiatrico bensì come l’esito estremo di una sensibilità insofferente alle ipocrisie del suo tempo. Palasciano, uomo “troppo uomo” e colmo di una pietas radicale verso il prossimo, naufraga nella follia per aver percepito un distacco abissale tra i suoi ideali di assoluta dedizione e una realtà fatta di regole ferree, burocrazie asfissianti e malanimi dettati da un’epoca giudicata cinica e miope.




