Calenda critica Crosetto: "Disgregazione dell'Europa se ognuno fa come vuole"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Carlo Calenda, leader di Azione, non ha usato mezzi termini durante un punto stampa fuori Palazzo Madama, definendo "indegno" il video di Donald Trump e criticando duramente le dichiarazioni del ministro della Difesa, Guido Crosetto, sull’invio di truppe in Ucraina. Secondo Calenda, le parole di Crosetto, che ha risposto al primo ministro britannico Keir Starmer e al presidente francese Emmanuel Macron affermando che “i contingenti non si inviano come si invia un fax”, rischiano di minare l’unità europea. “Mentre a Londra si cerca di coordinarsi, un ministro dice: noi faremo come ci pare. Questo porterà alla disgregazione dell’Europa”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di “gestire il processo di unità europea” piuttosto che comprometterlo.

Crosetto, costretto a lavorare da remoto a causa di una polmonite, ha pubblicato un lungo post su X, la piattaforma social di Elon Musk, in cui ha espresso il suo disappunto per il dibattito superficiale sulla Difesa. “Noto che ormai chiunque, anche al bar, parla di Difesa. Spesso senza conoscere a fondo i temi di cui si parla...”, ha scritto, evidenziando la complessità delle decisioni strategiche in un contesto internazionale già di per sé instabile. Le sue condizioni di salute, secondo fonti dello Stato Maggiore della Difesa, non destano preoccupazioni, ma la sua assenza fisica dalle riunioni chiave ha alimentato ulteriori tensioni.

L’ipotesi di un invio di truppe in Ucraina, avanzata da Macron e Starmer, ha creato frizioni tra Roma, Londra e Parigi. Il governo italiano, attraverso le parole di Crosetto e della premier Giorgia Meloni, ha preso le distanze dall’iniziativa francese, ritenendola prematura e potenzialmente destabilizzante. “Non si mandano truppe come fax”, ha ribadito Crosetto, sottolineando che decisioni di tale portata richiedono un consenso unanime tra gli alleati e non possono essere prese unilateralmente.

In un momento in cui i negoziati per una possibile tregua tra Russia e Ucraina sono in una fase delicata, le mosse di Macron e Starmer appaiono come fughe in avanti non autorizzate. Il progetto di una difesa comune europea, che dovrebbe rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri, rischia invece di acuire le divisioni, soprattutto se ogni paese agisce senza consultare gli altri. La posizione italiana, che privilegia la cautela e il dialogo, sembra essere un tentativo di evitare ulteriori escalation in un contesto già carico di incertezze.

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