Via libera alla manovra, tutte le misure, da card nuovi nati a incentivi per restare al lavoro
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Redazione Interno
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Il Consiglio dei ministri ha approvato la legge di bilancio per il 2025, una manovra da 30 miliardi lordi, che conferma la linea della prudenza e introduce diverse misure significative. Tra queste, spiccano il taglio del cuneo fiscale e l'accorpamento delle aliquote Irpef a tre scaglioni, rendendoli strutturali. Inoltre, sono previste misure per le famiglie, come una nuova card da mille euro per i nuovi nati, destinata ai genitori con un Isee fino a 40 mila euro. Confermate anche le misure per i congedi parentali e il bonus asilo nido, mentre le somme legate all'assegno unico universale rimangono escluse dal computo dell'Isee.
La manovra include anche un decreto per riordinare le accise sui carburanti, senza aumenti per l'autotrasporto, e il varo del Documento programmatico di bilancio, da inviare alla Commissione europea. Le nuove regole europee, che hanno sostituito il Patto di stabilità, impongono un ferreo controllo della spesa pubblica, influenzando fortemente la manovra per il 2025.
Per quanto riguarda la lotta alla povertà, è stata rifinanziata con 500 milioni in più per il 2025 la carta prepagata "dedicata a te", destinata all'acquisto di beni alimentari e di prima necessità. Sul fronte fiscale, le due colonne portanti della legge di bilancio sono la trasformazione in senso strutturale del taglio al cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti e dell'Irpef a tre aliquote, che avvantaggia tutti i redditi medio-bassi. La nuova versione del taglio al cuneo fiscale manterrà inalterati i vantaggi attuali per i redditi fino a 35mila euro, ottenendoli con un nuovo mix tra tagli contributivi e aumenti alle detrazioni sul lavoro dipendente, aggiungendo un decalage per chi guadagna tra 35mila e 40mila euro.
In sintesi, la legge di bilancio per il 2025 rappresenta un passo importante verso la stabilità economica e il sostegno alle famiglie, con misure mirate a incentivare la natalità e a sostenere i redditi medio-bassi, mantenendo al contempo un controllo rigoroso della spesa pubblica.




