Nicolò Filippucci vola a Sanremo 2026: la vittoria di "Laguna" e il nuovo corso del cantautorato
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il palcoscenico di Sanremo Giovani ha incoronato, domenica sera in diretta su Rai 1, il percorso di Nicolò Filippucci, il giovane cantautore di Corciano che, attraverso la vittoria della finale di "Sarà Sanremo", si è guadagnato l'accesso alla sezione Nuove Proposte del Festival 2026. La sua affermazione, che giunge dopo l'esperienza nel programma Amici di Maria De Filippi, non rappresenta un episodio isolato ma il punto d'arrivo di una proposta artistica definita, la cui cifra distintiva risiede in una solida coerenza stilistica. Con il brano "Laguna", infatti, Filippucci ha scelto una strada lontana dagli eccessi, privilegiando una scrittura misurata e una progressione melodica che evita forzature, dimostrando come il cantautorato contemporaneo possa fondarsi su un'introspezione pacata e riconoscibile.
Un percorso artistico iniziato in tenera età
Nato a Castiglione del Lago nel 2006, l'approccio di Filippucci alla musica è precoce, avendo iniziato a suonare la chitarra da bambino e aver fatto parte del coro del Conservatorio Morlacchi di Perugia. Questa formazione di base, lontana dai riflettori, ha contribuito a costruire le fondamenta di un'artista che, oggi, porta il nome dell'Umbria all'Ariston in un anno particolarmente significativo per la regione. Accanto a lui, infatti, saliranno sul palco delle Nuove Proposte anche il perugino Blind, mentre tra i Big sarà di scena Michele Bravi, originario di Città di Castello, a confermare una vivacità musicale che trova nel festival la sua vetrina più ambita.
Il verdetto della commissione e l'altra vincitrice
La serata decisiva, trasmessa dal Casinò di Sanremo, ha visto Filippucci esibirsi dal vivo insieme agli altri cinque finalisti, sottoponendo "Laguna" al giudizio della Commissione musicale presieduta dal direttore artistico del Festival, Carlo Conti. Il risultato, che lo ha visto trionfare, è stato condiviso con Angelica Bove, vincitrice a sua volta con il brano "Mattone" e reduce dall'esperienza in X Factor, a testimonianza di come i talent show rappresentino, ormai da anni, un bacino cruciale per il ricambio artistico della kermesse canora. Insieme a loro, anche altri nomi come Mazzariello e il duo El Ma & Soniko hanno ottenuto l'accesso all'Ariston attraverso il percorso parallelo di Area Sanremo, completando un quadro di giovani volti destinati a caratterizzare l'edizione del prossimo anno.
La cifra stilistica di una vittoria attesa
Ciò che emerge dal successo di Filippucci, al di là del dato contingente della vittoria, è la conferma di una tendenza che privilegia autorialità e identità sonore ben precise. La sua performance a "Sarà Sanremo" ha mostrato, sin dalle prime fasi, una chiara direzione d'intenti, priva di sperimentalismi gratuiti e costruita su una maturità compositiva che appare insolita per l'età dell'artista. La scelta di un pezzo come "Laguna", che punta su atmosfere evocative e una struttura musicale classica ma efficace, segnala una possibile rotta per il cantautorato emergente, sempre in bilico tra innovazione e tradizione. La sua vittoria, dunque, non è solo il biglietto per l'Ariston ma anche la validazione di un metodo che pone al centro la coerenza del progetto artistico, un elemento che la commissione ha evidentemente valutato come determinante nella competizione.




