Nicolò Filippucci, il trionfo a Sanremo tra le Nuove Proposte con “Laguna” e la mano dell’amico di Mahmood

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La settanta-seiesima edizione del Festival di Sanremo, kermesse che ancora una volta ha dettato i ritmi della musica leggera italiana, ha incoronato il suo nuovo astro nascente nella categoria dedicata ai giovani. A salire sul gradino più alto del podio, tra le Nuove Proposte, è stato Nicolò Filippucci, diciannovenne di Castiglione del Lago, che nella serata conclusiva del 26 febbraio ha avuto la meglio sulla sua diretta antagonista, Angelica Bove. Il verdetto dell’Ariston, sancito dalla combinazione dei voti, ha premiato il brano “Laguna”, un pezzo che il giovane cantante ha interpretato con una maturità espressiva notevole per la sua età, lasciando alla Bove, nonostante la sconfitta nella gara principale, la soddisfazione di aggiudicarsi due riconoscimenti di prestigio come il premio Mia Martini e il premio Lucio Dalla, assegnati rispettivamente dalla stampa specializzata e dalla sala stampa del Festival.

Dagli esordi in coro alla vittoria all’Ariston, un percorso di crescita musicale

Il successo per Filippucci, che vanta una partecipazione al talent show “Amici” alle spalle, non è esploso all’improvviso. Il suo amore per la musica, come lui stesso ha raccontato, affonda le radici nell’infanzia, quando all’età di sette anni muoveva i primi passi in un coro, spinto dall’esempio e dalla passione della madre. Un percorso fatto di sacrifici e di piccoli passi, che lo ha portato a dicembre a vincere Sanremo Giovani insieme alla stessa Angelica Bove, guadagnandosi di diritto l’accesso alla competizione principale. E proprio sul palco dell’Ariston, sotto i riflettori che hanno scandito le serate della manifestazione, il giovane umbro ha raccolto il premio dalle mani di Laura Pausini, in un passaggio di testimone carico di significato: l’artista romagnola, vincitrice nel 1993 con “La solitudine”, ha voluto accompagnare lui e la sua collega proprio nel punto in cui lei stessa venne lanciata dal compianto Pippo Baudo, augurando loro di portare la musica italiana nel mondo.

Dietro “Laguna” la mano di Arashi, l’autore best friend di Mahmood

Se la voce e l’interpretazione sono interamente merito di Nicolò Filippucci, la riuscita di “Laguna” porta anche la firma di un nome ben noto agli addetti ai lavori e ai cultori della nuova scena pop italiana. Il brano, infatti, è stato scritto a più mani, e tra i suoi autori figura Riccardo Schiara, in arte Arashi. Classe 1994, originario di Alessandria ma milanese d’adozione, Arashi non è certo un volto nuovo per chi segue le evoluzioni della musica indipendente: dopo una partecipazione a X Factor nel 2014, ha intrapreso un percorso di ricerca che lo ha portato a pubblicare EP come “Incubo” e “Spiagge Adriatiche”, costruendosi una solida reputazione come cantautore e producer dalla scrittura raffinata e malinconica. La sua vicinanza artistica e personale a Mahmood, di cui è considerato un “best friend” e con cui collabora abitualmente, ne fa una delle penne più interessanti del momento, capace di cucire addosso alle voci emergenti abiti sonori su misura, come dimostra anche il lavoro svolto per “Laguna”.

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