Sanremo 2026, la terza serata incorona Nicolò Filippucci tra le Nuove Proposte e celebra Mogol con una standing ovation
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Redazione Interno
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Il Teatro Ariston, nel corso della terza serata del Festival di Sanremo 2026, ha vissuto il suo tradizionale giro di boa sotto la conduzione di Carlo Conti, affiancato sul palco da Laura Pausini, dalla supermodella russa Irina Shayk e dal comico Ubaldo Pantani, quest’ultimo calatosi nei panni di una delle sue parodie più celebri, quella di Lapo Elkann. La scaletta della serata, che prevedeva l’esibizione dei secondi quindici Big in gara, è stata aperta dall’attesa finale della categoria Nuove Proposte, un verdetto che ha premiato il giovane Nicolò Filippucci. Il cantante, classe 2006, originario dell’Umbria e con un passato nel talent show “Amici”, ha avuto la meglio su Angelica Bove con il brano “Laguna”, un successo decretato dal combinato disposto del televoto (34%), della sala stampa (33%) e della giuria delle radio (33%) -2. "Sono contentissimo, non so cosa dire", sono state le sue prime parole a caldo, un'emozione genuina spezzata dalla gratitudine per l'orchestra e per tutti coloro che hanno reso possibile quello che per lui è a tutti gli effetti "un sogno" -3.
Se Filippucci ha conquistato il Titolo, la sua diretta avversaria, Angelica Bove, non è però uscita dall’Ariston a mani vuote. A lei, per il brano “Mattone”, sono andati due importanti riconoscimenti della critica: il Premio Mia Martini e il Premio della Sala Stampa “Lucio Dalla”, un doppio sigillo che ne certifica il valore artistico e la profondità di una scrittura capace di scavare nella fragilità con versi come “stare male in modo normale”, già considerati un piccolo manifesto generazionale -4. A suggellare il momento, Laura Pausini ha voluto condurre entrambi i finalisti in un punto preciso del palco, quello stesso in cui Pippo Baudo la portò nel lontano 1993, quando vinse con “La solitudine”. Un gesto carico di simbolismo, accompagnato da un augurio sincero: "Vi voglio vedere in giro per il mondo con la nostra musica italiana", un passaggio di testimone ideale tra generazioni diverse della canzone italiana -3.
L’omaggio dell’Ariston a Mogol, paroliere da 523 milioni di dischi
Il clou della serata, sul piano emotivo e istituzionale, è stato però segnato dall’ingresso sul palco di Giulio Rapetti, in arte Mogol. Il Festival ha voluto rendere omaggio a pochi mesi dal suo novantesimo compleanno, che spegnerà il prossimo 17 agosto, consegnandogli il premio alla carriera della città di Sanremo. "Ecco la storia della musica italiana", lo ha presentato Carlo Conti, mentre l'intera platea si alzava in piedi per una standing ovation che ha sottolineato l'importanza di un uomo che ha depositato alla Siae la bellezza di 1776 canzoni, vendendo 523 milioni di dischi nel mondo, un dato che lui stesso ha commentato con ironia: "Non ci crede nessuno, nemmeno io" -3-7. Sul maxischermo sono scorse le immagini di decenni di successi, da "Un'avventura" a "La prima cosa bella", mentre il paroliere, visibilmente commosso, ha ricevuto anche una targa per il deposito della sua prima canzone, "Precipito!", risalente al 1960.
Carlo Conti, con la curiosità che contraddistingue i grandi divulgatori, gli ha chiesto quale fosse la sua canzone preferita tra quelle scritte in una carriera sterminata. La risposta di Mogol è andata dritta al cuore della questione sentimentale: "Quella che ho dedicato a mia moglie, che ha molti anni meno di me", ha spiegato riferendosi a "Dormi amore", brano scritto con Gianni Bella e interpretato da Adriano Celentano nel 2007. "Parlo di cosa sarà la sua vita e cosa sarà la mia quando non sarà più la mia vita, ma ci sopravviverà il nostro amore", ha aggiunto, regalando all'Ariston uno dei momenti di maggiore intensità e raffinatezza di questa edizione del Festival, lontano dalla retorica e vicino a una verità poetica tangibile -4-7.
La top five dei Big e il varietà internazionale con Irina Shayk
Parallelamente ai riconoscimenti e alle emozioni, la gara è proseguita con le esibizioni dei quindici Big che non avevano cantato nella seconda serata. Al voto, determinato per l'occasione dal pubblico da casa (50%) e dalla giuria delle radio (50%), sono stati chiamati in ordine sparso nomi come Arisa, Francesco Renga, Malika Ayane, Serena Brancale, Luchè, e Sal Da Vinci, solo per citarne alcuni -3-6. Al termine delle performance, la classifica provvisoria ha svelato i cinque artisti più votati, annunciati senza un ordine di piazzamento preciso come da tradizione della kermesse. A spiccare nella top five di questa terza serata sono stati Arisa con "Magica favola", il giovane Sayf con "Tu mi piaci tanto", Luchè con "Labirinto", Serena Brancale con "Qui con me" e Sal Da Vinci con "Per sempre sì" -1-5-9.
A impreziosire la serata, sul fronte dell'entertainment, ci hanno pensato i co-conduttori e i superospiti. Irina Shayk, modella russa dal fascino algido, ha fatto il suo ingresso in abito nero di pizzo e trasparenze sulle note di "Unstoppable" di Sia, salutando in un italiano curato e giocando con Conti: "Carlo, sono qui per te", una battuta che il conduttore si è fatto ripetere più volte -2-3. Sul fronte musicale, attesissimo era il duetto tra Eros Ramazzotti e Alicia Keys: per la prima volta dal vivo insieme, in anteprima mondiale, hanno emozionato il Teatro Ariston cantando "L'Aurora", un brano del repertorio di Ramazzotti che ha sottolineato anche le radici italiane della cantante statunitense, originaria della Sicilia per via dei nonni -3-6.




