Sanremo 2026, Conti vara il suo festival: tra i big dieci esordienti e un’eterogeneità musicale che spazia dal rock al country

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   A due giornate dal via della settantesima edizione del Festival di Sanremo, quella che si appresta a diventare la 76esima della storia, Carlo Conti delinea i contorni di una kermesse che lui stesso definisce all’insegna della varietà, laddove la scelta dei brani in gara — un’operazione che il direttore artistico paragona, con una certa icasticità, all’andare al mercato per confezionare un minestrone selezionando la verdura migliore — ha portato a un ventaglio di proposte sonore decisamente più ampio rispetto all’edizione precedente. Conti, che guiderà la nave dell’Ariston affiancato per tutte le cinque serate da Laura Pausini, preferisce però riformulare la metafora in chiave più elegante, parlando di un mazzo di fiori, per sottolineare la presenza di generi che spaziano dal rock ai ritmi latini, passando per il country e la musica da ballo; un’eterogeneità, questa, che lascia presagire l’esistenza, nel lotto dei trenta big, di un potenziale tormentone estivo, di una melodia destinata a restare e di un pezzo capace di commuovere il pubblico -8.

L’attenzione mediatica, come da copione, è già tutta concentrata sulla città ligure, dove il Teatro Ariston e il Palafiori sono in fermento per accogliere le centinaia di giornalisti accreditati, ai quali saranno riservati spazi di lavoro appositamente allestiti; la sala stampa, cuore pulsante della comunicazione festivaliera, torna dunque a popolarsi, pronta a raccontare ogni minima sfumatura di questa maratona canora che prenderà il via martedì 24 febbraio -1-4.

Il parterre dei big, tra ritorni attesi e volti nuovi all’esordio

La lista dei trenta partecipanti, svelata dallo stesso Conti nel corso di un’edizione del Tg1, presenta una miscela volutamente eterogenea di artisti, dove a nomi consolidati della tradizione melodica italiana si affiancano dieci esordienti assoluti provenienti da universi musicali spesso distanti dal palco dell’Ariston, come il rap e la trap -7-10. Tra i grandi ritorni figurano Patty Pravo, Raf e Francesco Renga, accanto a esponenti del cantautorato più contemporaneo quali Levante, Malika Ayane e Michele Bravi, mentre non mancano le collaborazioni inedite, come quella che vede Fedez condividere il palco e la gara con Marco Masini, un accoppiata che già dall’annuncio aveva suscitato più di una curiosità -3. L’edizione numero 76, che andrà in onda su Rai1, Radio2 e RaiPlay fino al 28 febbraio, vedrà dunque alternarsi sul palco personalità come Tommaso Paradiso, al suo debutto sanremese, e colonne come Arisa ed Ermal Meta, in un equilibrio che il direttore artistico spera possa rappresentare la complessità e la vitalità della produzione musicale nazionale -4.

Il parterre dei big, tra ritorni attesi e volti nuovi all’esordio

La prima serata, quella di martedì, vedrà la partecipazione in qualità di co-conduttore dell’attore turco Can Yaman, il quale affiancherà la coppia Conti-Pausini, mentre sul fronte degli ospiti musicali è atteso Tiziano Ferro, pronto a riabbracciare il pubblico dell’Ariston in un momento che si preannuncia carico di significato -2-9. Max Pezzali, invece, avrà un ruolo speciale e diffuso, essendo stato scelto come ospite fisso per l’intera durata del Festival: la sua presenza, caratterizzata da esibizioni sulle note dell’hip-pop che hanno scritto pagine importanti della musica italiana, si articolerà verosimilmente in collegamenti e momenti dedicati, sottolineando ulteriormente la volontà di Conti di creare una narrazione corale che non si esaurisca tra le mura del teatro -6. La macchina organizzativa, ormai rodata, è in moto, e la città di Sanremo si prepara a vivere la consueta settimana di follia controllata, con i suoi ritmi scanditi dalle prove, dalle conferenze stampa e dall’incessante viavai di addetti ai lavori che, come sempre, faranno da cornice alla competizione canora.

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