Inter, aprile di fuoco ma maggio scotta di più: il calendario non perdona
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Redazione Sport
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Quello che l’Inter lascia sul campo dopo il doppio ko contro Bologna e Milan non è solo la delusione per un’eliminazione che spegne il sogno del Triplete. A emergere, come un’ombra lunga, è la stanchezza di un gruppo che, pur avendo dimostrato temperamento e qualità per mesi, ora sembra vacillare proprio nel momento decisivo. Simone Inzaghi, pur rifiutando ogni alibi, non può ignorare i dati: da qui a fine stagione i nerazzurri affronteranno almeno altre dieci partite, tra campionato, Champions League e Mondiale per Club. Un carico che, se non gestito con attenzione, rischia di trasformare una stagione straordinaria in un amaro "zero tituli".
La sconfitta in Coppa Italia, in particolare, ha lasciato il segno. Per la prima volta dal 2019, l’Inter ha subito due ko consecutivi con almeno tre gol di scarto: prima la Fiorentina a febbraio, poi il Milan nel derby. Un dato che, al di là dei risultati, solleva interrogativi sulla tenuta fisica e mentale di una squadra che fino a poche settimane fa sembrava inarrestabile. Inzaghi, che aveva scelto di puntare su tutti i fronti, ora si trova a dover ricostruire l’equilibrio di un gruppo che non può permettersi ulteriori passi falsi.
La partita contro la Roma, dunque, assume un valore cruciale. Non solo per riprendere il filo del discorso in campionato, ma soprattutto per ritrovare quella sicurezza che servirà a Barcellona, dove l’Inter giocherà una delle partite più importanti della stagione. Se il rischio è quello di arrivare in Champions con l’acqua alla gola, la sfida con i giallorossi diventa un banco di prova obbligato.




