Lo Strega a Bajani, che interroga i legami familiari. E Ferrara critica: 'Accusare i genitori è banale'
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Andrea Bajani, con L’anniversario, ha conquistato il Premio Strega, aggiudicandosi 194 voti su 646 e superando rivali come Elisabetta Rasy e Nadia Terranova. Il romanzo, edito da Feltrinelli, racconta la storia di un figlio che, dopo anni di silenzi e tensioni, sceglie di rompere ogni legame con un padre autoritario e una madre schiacciata dai ruoli tradizionali. Un tema che, sebbene non nuovo, Bajani affronta con una prosa incalzante, capace di trascinare il lettore in un viaggio emotivo senza retorica.
Massimo Ammaniti, psicoanalista e studioso delle dinamiche familiari, osserva come sia impossibile recidere del tutto i legami con i genitori: «La famiglia vive dentro di noi, anche quando crediamo di averla lasciata alle spalle». Una contraddizione che il protagonista del libro sperimenta sulla propria pelle, oscillando tra il desiderio di libertà e il peso di un’eredità affettiva ingombrante.
Non tutti, però, hanno accolto il romanzo con entusiasmo. Giuliano Ferrara, con il suo stile tagliente, ha ironizzato sulla scelta tematica di Bajani: «Com’è banale accusare la famiglia per la propria infelicità». Una critica che, al di là del tono provocatorio, solleva una questione più ampia: quanto la narrativa contemporanea tenda a riproporre schemi già esplorati, senza offrire veri spunti di rottura.
Intanto, in un contesto completamente diverso, il circuito di Silverstone si prepara ad accogliere il Gran Premio di Gran Bretagna di Formula 1. Con le sue curve serrate e il tratto veloce della Copse, il tracciato britannico è tra i più tecnici del calendario, mettendo alla prova l’aerodinamica delle monoposto e l’abilità dei piloti. Le S di Maggots e Becketts, in particolare, richiedono una precisione chirurgica, come dimostrato nella controversa gara del 2021, quando un incidente aveva acceso polemiche durate mesi.




