Carenza di medici di base a Bologna: anziani e fragili i più colpiti

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Sono oltre duecentocinquanta i medici di base che mancano sul territorio bolognese, un dato che, se analizzato nel dettaglio, evidenzia una situazione critica in quasi tutte le aree della provincia. La carenza, che si protrae da tempo, continua a destare preoccupazione tra i cittadini, in particolare tra gli anziani, che necessitano di cure più frequenti e puntuali rispetto ai giovani. "La mancanza di personale è evidente e si fa sentire – afferma Isabella Vacca –, soprattutto per chi ha bisogno di assistenza continua, anche nei giorni festivi".

Per far fronte a questa emergenza, il Bolognese si prepara a lanciare un progetto pilota che prevede la creazione di 32 aggregazioni funzionali territoriali. Ogni aggregazione sarà composta da 17 medici di famiglia o di continuità assistenziale, che si occuperanno di circa 25.600 pazienti. Questo modello, di cui si discute da anni, mira a migliorare l’efficienza della sanità territoriale, con Bologna che farà da apripista. Tuttavia, i tempi di attuazione non sono ancora certi. "Applicheremo l’accordo regionale con le specifiche del caso attraverso un accordo locale – spiegano dall’Ausl Romagna –, ma questo richiederà tempo: diversi mesi, forse anche un anno".

La situazione non è migliore nella provincia di Ravenna, dove servirebbero 365 professionisti tra medici di base e continuità assistenziale (ex guardia medica) per coprire il fabbisogno. Attualmente, mancano 109 figure, come riporta una delibera dell’Ausl Romagna. Va precisato che questi posti non sono vacanti, ma sono temporaneamente coperti da giovani medici che non hanno ancora completato il percorso di specializzazione. Una soluzione provvisoria che, però, non risolve il problema strutturale.

A livello nazionale, intanto, la Federazione dei medici territoriali (FMT) ha espresso forte critica verso la bocciatura, da parte della commissione Bilancio, di un emendamento che avrebbe previsto la specializzazione del corso di formazione in medicina generale. Francesco Esposito, segretario nazionale della FMT, ha rivolto un appello al ministro della Salute, Orazio Schillaci, chiedendo un nuovo atto di indirizzo, risorse adeguate e una maggiore attenzione alla formazione dei medici di base. "No alle ‘trovate’ delle Regioni – ha dichiarato Esposito –, serve una volontà politica chiara per affrontare una crisi che rischia di compromettere l’assistenza sanitaria territoriale".

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