Carenza di medici di base: in Veneto mancano oltre 700 professionisti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
La carenza di medici di base in Italia sta raggiungendo livelli critici, con oltre 5.500 professionisti mancanti a livello nazionale. Il Veneto, in particolare, si trova in una situazione preoccupante, con un deficit di oltre 700 medici di medicina generale. I dati, diffusi dalla Fondazione Gimbe, evidenziano un problema strutturale che rischia di compromettere l’assistenza sanitaria di base, già messa a dura prova da migliaia di pensionamenti e da un numero insufficiente di giovani medici disposti a intraprendere questa carriera.
La situazione non è migliore in altre regioni. In Piemonte, ad esempio, mancano 431 medici di famiglia, un numero destinato a crescere se non verranno attuate politiche efficaci per incentivare l’ingresso di nuovi professionisti nel sistema. Secondo le stime Gimbe, il rapporto ottimale tra medici e pazienti dovrebbe essere di un dottore ogni 1.200 assistiti, ma la realtà è ben diversa. In alcune aree, i medici di base si trovano a seguire fino a 1.800 pazienti, un carico di lavoro insostenibile che rischia di compromettere la qualità delle cure.
La provincia di Vicenza, nel Veneto, è uno dei territori più colpiti. Qui, l’Asl non riesce a tamponare l’emorragia di professionisti: dalla scorsa primavera, i posti vacanti sono diminuiti di sole sei unità, un dato che non risolve il problema. La continuità assistenziale, garantita da medici che operano nelle fasce orarie più critiche, compresi i festivi, è in grave difficoltà. Questi professionisti, che dovrebbero assicurare un riferimento ai cittadini quando gli studi medici sono chiusi, scarseggiano, lasciando intere comunità senza un punto di riferimento sanitario stabile.
Nella città e nella provincia di Vicenza operano attualmente 215 medici di famiglia, a fronte di quasi 300.000 pazienti. In alcuni ambulatori, il numero di assistiti supera i 1.500, con picchi che arrivano a 1.800. Una situazione che, oltre a mettere sotto pressione i professionisti, rischia di ridurre l’accessibilità alle cure per i cittadini, costretti a rivolgersi a strutture ospedaliere per problemi che potrebbero essere gestiti a livello territoriale.
Il problema, però, non è solo quantitativo ma anche generazionale. Sempre meno giovani medici scelgono di specializzarsi in medicina generale, preferendo altre branche della professione o optando per carriere all’estero. Questo trend, se non invertito, rischia di aggravare ulteriormente la carenza di medici di base, lasciando il sistema sanitario nazionale in una condizione di fragilità crescente.




