"Andate a casa": la protesta dei tifosi del Milan sfocia in contestazione aperta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Migliaia di tifosi del Milan hanno dato voce alla loro rabbia in una giornata che ha unito la contestazione in sede alla protesta simbolica a San Siro. Davanti a Casa Milan, già dal primo pomeriggio, si è radunata una folla che superava le cinquemila persone, mentre allo stadio, durante l’ultima partita di campionato contro il Monza, la Curva Sud ha abbandonato i seggiolini al 15', lasciando come unico messaggio due parole inequivocabili: «Go home».

Quello che era stato annunciato come un momento di dissenso si è trasformato in una vera e propria rivolta, con cori durissimi contro la proprietà e la dirigenza, accusate di aver trascinato il club in una «palude di mediocrità». Tra gli slogan, il più ripetuto è stato quello a sostegno di Paolo Maldini, figura storica del club, il cui nome è tornato più volte a risuonare tra gli applausi dei sostenitori. Un tifoso, nel primo anello rosso, ha persino sventolato la maglia dell’ex capitano verso la tribuna d’onore, in un gesto di sfida plateale.

La contestazione, che non ha precedenti negli ultimi anni per intensità e partecipazione, riflette il malcontento per una stagione deludente, conclusa senza alcuna qualificazione europea. Se da un lato i cori hanno sottolineato la distanza tra la squadra e la sua tifoseria, dall’altro l’abbandono della curva ha rappresentato un atto di rottura simbolico, un modo per dire che, agli occhi di molti, questa dirigenza non merita più sostegno.

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