Enel archivia il 2025 con un utile netto ordinario oltre i 7 miliardi, superata la guidance
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Redazione Economia
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Il consiglio di amministrazione di Enel, riunitosi per l’approvazione del bilancio d’esercizio relativo al 2025, ha certificato numeri che, nel complesso, superano le previsioni comunicate ai mercati finanziari, delineando un quadro operativo caratterizzato da una solida generazione di cassa e da una gestione degli oneri finanziari particolarmente efficace. L’utile netto ordinario si è attestato a 7.011 milioni di euro, segnando un incremento del 5,7% rispetto ai 6.635,2 milioni dell’anno precedente, un dato che, come sottolineato dalla stessa società, si colloca al di sopra della guidance fornita in precedenza. Questa performance, va detto, è stata trainata da due componenti principali: da un lato, il positivo andamento della gestione operativa ordinaria, che ha continuato a beneficiare dell’efficienza delle diverse business unit; dall’altro, l’incidenza minore degli oneri finanziari netti, una voce che ha giovato sia del ridotto indebitamento finanziario lordo sia della contrazione del costo medio del debito, elementi questi che hanno contribuito a una migliore conversione del margine operativo lordo in utile netto.
La leva finanziaria e il peso della gestione operativa
L’analisi dei conti, che tiene conto di un perimetro di consolidamento omogeneo tra i due esercizi a confronto, evidenzia come il miglioramento della redditività non sia stato soltanto il frutto di condizioni di mercato favorevoli, ma anche di precise scelte strategiche implementate dal management. L’EBITDA ordinario, pur risultando in linea con le attese espresse in sede di guidance, ha infatti fornito la base per un risultato netto finale superiore alle stime, grazie a una struttura finanziaria più solida e meno esposta alle fluttuazioni dei tassi di interesse. In questo contesto, il gruppo ha colto l’occasione per ribadire alcuni target finanziari relativi all’esercizio in corso, quello del 2026, confermando la coerenza del piano industriale con i risultati appena conseguiti. La riduzione del costo del debito, in particolare, si configura come uno degli elementi chiave che hanno permesso di trasformare l’efficienza operativa in un risultato netto di così ampia portata, superando la soglia psicologica dei 7 miliardi che non veniva raggiunta con questa continuità nelle performance ordinarie.
Dividendo 2026, saldo da 0,26 euro per azione
Con l’approvazione dei numeri del 2025, il vertice aziendale ha formalizzato anche la proposta relativa alla distribuzione del saldo del dividendo che verrà messo in pagamento nel corso del 2026, riferito proprio agli utili dell’esercizio appena chiuso. L’importo messo sul piatto è di 0,26 euro per azione, un ammontare che va a comporre il payout complessivo destinato agli azionisti. Le tempistiche, come da prassi consolidata per il colosso elettrico, prevedono lo stacco della cedola lunedì 20 luglio, con il relativo pagamento che avrà luogo a partire dal 22 luglio successivo. Rapportando questo valore al prezzo di riferimento del Titolo registrato il 18 marzo scorso, pari a 9,437 euro, il rendimento lordo implicito per questa sola porzione del dividendo si attesta intorno al 2,76%, un dato che offre un parametro di valutazione per gli investitori in attesa dell’assemblea chiamata a deliberare la proposta.
Il contesto di Borsa e le reazioni del Ftse Mib
La pubblicazione dei conti, per quanto riguarda l’andamento del titolo, si inserisce in una seduta caratterizzata da una rinnovata propensione al rischio sui mercati europei, alimentata da sviluppi geopolitici di rilievo. L’impegno formalizzato da parte di Israele e degli Stati Uniti – dove, va ricordato, Trump siede nuovamente alla Casa Bianca – a non colpire ulteriormente le installazioni petrolifere iraniane ha agito da catalizzatore positivo, determinando un immediato raffreddamento dei prezzi di petrolio e gas e favorendo il recupero dei listini azionari. In questo quadro, il FTSE Mib ha inaugurato le contrattazioni con un guadagno vicino al punto percentuale, riportandosi oltre la soglia dei 44 mila punti in una giornata che, complice la scadenza tecnica delle cosiddette “4 streghe”, potrebbe riservare livelli di volatilità superiori alla media. I futures di Wall Street, intanto, hanno ritrovato il segno positivo, contribuendo a sostenere il clima di rimbalzo che ha caratterizzato l’avvio dell’ultima seduta settimanale per Piazza Affari, dove gli occhi restano puntati sulla capacità del titolo Enel di tradurre in ulteriori apprezzamenti la solidità operativa dimostrata a livello contabile.




