Unicredit chiude il semestre con un utile record, Orcel archivia BancoBpm: "Era un peso"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Poche ore dopo aver annunciato il ritiro dall’acquisizione di BancoBpm, Unicredit ha presentato i conti del primo semestre del 2025, rivelando numeri che superano ogni aspettativa. Con un utile netto di 6,1 miliardi, di cui 3,3 solo nel secondo trimestre (+24,8% sullo stesso periodo del 2024), la banca guidata da Andrea Orcel ha lasciato alle spalle le stime degli analisti, che si attestavano intorno ai 2,5 miliardi per il trimestre. "C’è stato tanto rumore, tra la rinuncia a BancoBpm e gli aggiustamenti interni, ma i risultati parlano da soli", ha commentato l’amministratore delegato, sottolineando come l’istituto sia "più forte rispetto allo scorso anno".

Il mercato ha premiato le performance, con il titolo che a Piazza Affari ha toccato i 60,1 euro, segnando un +3,06% nella mattinata. A trainare gli acquisti, oltre ai profitti, anche la revisione al rialzo delle previsioni annuali: l’utile netto 2025 è ora stimato a circa 10,5 miliardi, mentre i ricavi supereranno i 23,5 miliardi. Agli azionisti saranno distribuiti almeno 9,5 miliardi, di cui 4,75 in dividendi in contanti. Una mossa che conferma la strategia di remunerazione aggressiva, nonostante le incertezze legate alle operazioni esterne.

Sul fallito accordo con BancoBpm, Orcel non ha usato giri di parole: "Era diventata un peso". La decisione di abbandonare l’offerta pubblica di scambio – che ha fatto scivolare il titolo di BancoBpm del 2,95% – è arrivata dopo il mancato via libera del Golden Power, necessario per l’operazione. Un intoppo che, però, non sembra aver intaccato la solidità dell’istituto, già tra i più performanti del Ftse Mib.

I numeri del semestre, del resto, parlano chiaro: la crescita è trainata sia dall’aumento dei margini d’interesse, sia dalla riduzione dei costi, mentre le attività di investment banking hanno contribuito a compensare le flessioni in alcuni segmenti retail. Senza contare che l’internalizzazione delle polizze vita e gli aggiustamenti contabili hanno permesso di assorbire oneri una tantum, anticipando parte degli effetti positivi per i prossimi trimestri.

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