Renault archivia Mobilize Duo, chiude Zity e smantella la divisione per la nuova mobilità
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Redazione Economia
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La strategia di Renault per la mobilità urbana elettrica subisce una virata decisa, segnata dall’abbandono di progetti che, pur avendo contribuito a definire un segmento di mercato, non hanno retto il confronto con le nuove esigenze di profittabilità del gruppo. L'addio alla microcar elettrica Mobilize Duo, erede diretta della pionieristica Twizy, si accompagna alla cessazione del servizio di car sharing Zity e allo smantellamento dell’intera divisione Mobilize Beyond Automotive, in una riorganizzazione che concentra gli sforzi su servizi ritenuti più redditizi e sullo sviluppo delle infrastrutture di ricarica. La Twizy, lanciata anni fa agli albori della diffusione delle elettriche, era riuscita a ritagliarsi una nicchia apprezzabile grazie a dimensioni minime e a una inedita praticità, collocandosi in uno spazio di mercato ibrido, a metà strada tra le superutilitarie e gli scooter a due ruote. Quel successo, però, non si è rivelato sufficientemente solido da garantire un futuro al progetto più maturo e ambizioso rappresentato dalla Duo.
Il tentativo di evolvere il modello Twizy
La Mobilize Duo 80 Evo, nella quale la casa francese aveva riposto molte speranze, si proponeva come un’evoluzione significativa del concetto lanciato con la Twizy. Pur restando ancorata all’omologazione come quadriciclo, offriva infatti un abitacolo chiuso, una batteria dalle prestazioni maggiorate e una velocità massima superiore ai settanta chilometri orari, caratteristiche che la avvicinavano concettualmente a un’automobile per giovani neopatentati e la distinguevano da modelli concorrenti di successo come la Citroën Ami. Questo approccio, che mirava a coniugare l’agilità urbana del quadriciclo con comfort e prestazioni più simili a quelle di un’auto, non è però bastato a garantirne il futuro produttivo, venendo meno in un quadro aziendale che ora premia esclusivamente le attività in grado di generare margini soddisfacenti nel breve periodo.
La fine di un ecosistema integrato
La decisione di Renault non si limita al solo veicolo, ma investe l’intero ecosistema di mobilità leggera che la divisione Mobilize Beyond Automotive intendeva costruire. La chiusura del servizio Zity, avvenuta non soltanto nella città di Milano nonostante le difficoltà oggettive riscontrate nel mercato locale, rappresenta l’altro pilastro di questa ritirata strategica. L’idea di offrire un pacchetto integrato, che comprendesse sia il veicolo elettrico per l’uso privato sia un servizio di condivisione per la fruizione flessibile in ambito cittadino, si scontra dunque con una revisione dei piani che mette fine a esperimenti durati meno di un quinquennio. Lo smembramento della divisione dedicata segna, di fatto, la fine di un capitolo per il costruttore, che riconcentra le risorse su settori considerati più promettenti e facilmente scalabili.
Un mercato in trasformazione
Questa svolta di Renault arriva in un momento particolare, proprio mentre il segmento dei quadricicli elettrici leggeri sembra aver conquistato una sua stabilità e un apprezzamento da parte di una fetta di pubblico. Il successo di modelli concorrenti dimostra come esista una domanda per veicoli di questo tipo, spesso scelti per la loro maneggevolezza nel traffico congestionato e per normative di guida agevolate. La scelta del costruttore francese, pertanto, appare dettata non da un fallimento categoriale del mercato, bensì da una valutazione interna sulla sostenibilità economica e sugli investimenti necessari per rimanere competitivi in un settore che, pur in crescita, richiede continui aggiornamenti e potrebbe presentare margini più ridotti rispetto ad altre linee di business. Il lascito della Twizy, che aveva aperto la strada, rimane intatto, ma il suo erede diretto non avrà l'opportunità di scriverne un nuovo capitolo.




