Iran, nuovo allarme per Narges Mohammadi: infarto in carcere e cure negate

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il grido d’allarme, che si leva ormai da giorni dagli ambienti della società civile internazionale, riguarda le condizioni di salute di Narges Mohammadi, la Premio Nobel per la Pace del 2023, attualmente detenuta nel carcere di Zanjan, nel nord del paese. Secondo quanto ricostruito dai suoi legali, i quali hanno potuto accedervi solo dopo una lunga trattativa e sotto stretta sorveglianza, l’attivista sarebbe stata colta da un presunto attacco cardiaco all’inizio di marzo. Una circostanza, quest’ultima, che di per sé rappresenterebbe già un evento gravissimo per una persona già provata da anni di detenzione e scioperi della fame; ma ciò che ha scatenato la preoccupazione è la prassi, sistematica secondo le denunce, di negare qualsiasi forma di assistenza sanitaria adeguata.

Il malore nella cella e il rifiuto delle autorità

Il momento più critico, stando a quanto riferito da una fonte informata che ha avuto accesso ai racconti dei familiari, sarebbe coinciso con il 24 marzo, quando Mohammadi è stata trovata priva di sensi nella sua cella. Aveva gli arti freddi, intorpidita, e gli occhi rovesciati; un quadro clinico che il medico della prigione non ha esitato a definire, sia pure in via non ufficiale, come riconducibile a un infarto. Nonostante l’evidenza dei sintomi – e il conseguente rischio concreto per la vita – le autorità penitenziarie hanno opposto un rifiuto secco all’ipotesi di un trasferimento in ospedale. Le cure, per così dire, sono state circoscritte a interventi minimi all’interno dell’istituto di pena, una scelta che i rappresentanti dell’attivista hanno definito come una volontà deliberata di lasciare che la situazione degenerasse.

La posizione del marito: “sono molto preoccupato”

Taghi Rahmani, marito di Narges Mohammadi e lui stesso da tempo voce critica nei confronti del sistema giudiziario iraniano, ha rotto il silenzio con una dichiarazione carica di angoscia. “Sono molto preoccupato”, ha detto, spiegando che l’unica visita concessa ai legali e a un familiare è avvenuta in condizioni di controllo ferreo, quasi a impedire qualsiasi contatto reale con la detenuta. Rahmani, che vive in esilio, ha potuto seguire la vicenda solo attraverso canali indiretti; eppure, le informazioni che gli sono giunte – un infarto avvenuto il 24 marzo, l’assenza di un elettrocardiogramma o di terapie specifiche – gli lasciano pochi dubbi sull’urgenza della situazione. L’attivista, che era stata incarcerata nuovamente lo scorso dicembre, non avrebbe ricevuto nemmeno le cure di base che si somministrano in caso di sindrome coronarica acuta.

Un precedente nella lunga storia di lotte dell’attivista

Non è la prima volta, va detto, che la salute di Mohammadi diventa un affare di Stato. Premio Nobel per la Pace nel 2023 proprio per la sua instancabile battaglia contro la pena di morte e per i diritti delle donne, l’attivista ha trascorso gran parte degli ultimi quindici anni dietro le sbarre. Ogni suo ricovero, o mancato ricovero, è stato in passato oggetto di denunce da parte di diverse organizzazioni; eppure, il meccanismo di pressione internazionale sembra finora aver sortito pochi effetti concreti. Il malore di marzo – unito al ritrovamento della donna priva di sensi e all’inerzia del personale medico carcerario – riapre dunque una ferita che molti ritenevano già insanabile. Le autorità iraniane, per il momento, non hanno commentato ufficialmente la ricostruzione fornita dai familiari, limitandosi a negare attraverso canali informali l’esistenza di un pericolo imminente. Tuttavia, le testimonianze raccolte dai legali dipingono un quadro opposto: quello di una detenuta che, dopo l’infarto, sarebbe stata lasciata per ore senza alcun monitoraggio, in una cella che diventa, di fatto, una trappola mortale.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.