Atletico Madrid, poker al Bruges con un super Sorloth: colchoneros agli ottavi di Champions League

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non c'è stata storia, questa volta, al Metropolitano. Dopo il pareggio per tre a tre dell'andato in Belgio, che aveva lasciato aperto qualsiasi esito per la sfida di ritorno dei playoff di Champions League, l'Atletico Madrid ha letteralmente schiantato il Club Bruges con un netto quattro a uno, ottenendo così la matematica qualificazione agli ottavi di finale. A decidere la gara, in cui i colchoneros hanno letteralmente dominato la scena per larghi tratti della ripresa, è stato principalmente un uomo: Alexander Sorloth. Il centravanti norvegese, con una prestazione sontuosa, ha letteralmente confezionato una tripletta personale che porta la sua firma indelebile sul passaggio del turno della squadra di Diego Simeone. La formazione spagnola, trascinata dalla propria stella, ha così chiuso la pratica con un'aggregato complessivo di sette a quattro, dimostrando una volta di più la propria forza tra le mura amiche -1-10.

La partita, in realtà, non era cominciata sotto i migliori auspici per i padroni di casa, sebbene il vantaggio fosse arrivato già al ventitreesimo minuto con lo stesso Sorloth, abile a sfruttare un rinvio lungo di Jan Oblak e a superare con un tiro insidioso il portiere avversario Simon Mignolet, non impeccabile nella circostanza. La reazione del Bruges, però, non si era fatta attendere e al trentasettesimo minuto Joel Ordonez, su sviluppo di un calcio d'angolo, aveva riportato la situazione in perfetta parità, complice anche una disattenzione della retroguardia spagnola che, per l'ottava volta in questa edizione della competizione, andava in difficoltà su palla inattiva -2-10. L'intervallo era dunque arrivato sul punteggio di uno a uno, con gli ospiti che, per lunghi tratti, avevano retto il campo e sfiorato persino il vantaggio con un colpo di testa di Hugo Vetlesen su cui Oblak era stato costretto a compiere un vero e proprio miracolo per evitare il sorpasso belga -2.

Nella ripresa, però, il copione è cambiato radicalmente e la musica è diventata ben presto un'altra. Appena tre minuti dopo il fischio d'inizio, infatti, l'Atletico è tornato prepotentemente in vantaggio: il cross in area veniva respinto dalla difesa del Bruges, ma sulla palla vagante si avventava Johnny Cardoso che, con un destro potente e preciso, batteva Mignolet per il due a uno, siglando la sua prima rete con la maglia dei colchoneros -1-10. Da quel momento in poi, la squadra di Simeone ha preso saldamente il controllo delle operazioni, gestendo il possesso e amministrando il vantaggio senza correre particolari rischi, al contrario di un Bruges che non è mai più riuscito a impensierire seriamente la porta avversaria.

Il trionfo personale di Sorloth e il verdetto del campo

Se il gol di Cardoso aveva indirizzato la qualificazione, ci ha pensato ancora Alexander Sorloth a mettere il sigillo definitivo sulla pratica e a regalare una serata di gloria ai tifosi presenti al Metropolitano. A un quarto d'ora dalla fine, il norvegese è stato bravo a inserirsi e a finalizzare una rapida transizione offensiva condotta da due subentrati di lusso come Antoine Griezmann e Ademola Lookman, firmando il suo secondo gol personale che chiudeva virtualmente i conti -2-10. Ma non era finita qui, perché allo stesso Sorloth piaceva l'idea di portarsi a casa il pallone della partita. Al minuto numero ottantasette, infatti, è arrivato anche il terzo sigillo: un bellissimo gol al volo su preciso cross di Matteo Ruggeri che ha fissato il punteggio sul definitivo quattro a uno, scatenando l'entusiasmo delle pantere e sancendo di fatto la fine dei sogni europei per la compagine belga -1-2. Con questa tripletta, Sorloth è diventato il secondo giocatore nella storia dell'Atletico Madrid a segnare tre gol in una partita di Champions League dopo Mario Mandzukic, raggiungendo inoltre la quota di quindici reti stagionali che lo rendono il miglior marcatore dei colchoneros in questa annata -10.

Con questo successo netto e perentorio, gli uomini di Diego Simeone centrano dunque l'accesso agli ottavi di finale, dove troveranno ad attenderli una tra Liverpool e Tottenham, squadre di assoluto prestigio che rappresenteranno un banco di prova ben più impegnativo di quello appena superato -2-3. La strada verso Wembley, ovviamente, è ancora lunga e irta di ostacoli, ma la serata spagnola ha quantomeno confermato la solidità e la pericolosità di un collettivo che, quando trova il suo uomo di punta in giornata di grazia, diventa difficile da arginare per qualsiasi avversario.

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