Scafati e il Vesuviano sott’acqua, il sindaco accusa: “Situazione insostenibile”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una violenta ondata di maltempo, caratterizzata da quella che tecnicamente viene definita una “bomba d’acqua”, ha colpito con particolare ferocia diverse aree della Campania, mettendo in ginocchio il tessuto urbano di numerosi centri del Vesuviano e dell’Agro nocerino-sarnese, al confine tra le province di Napoli e Salerno. I disagi più significativi, che hanno trasformato strade in veri e propri fiumi in piena, si sono registrati nelle prime ore della mattinata, obbligando la popolazione a fare i conti con una emergenza che, a quanto pare, si ripete con una frequenza ormai inaccettabile.

A Scafati, in particolare, la furia degli elementi si è abbattuta con forza in via Nuova San Marzano, area che ha subito gli allagamenti più gravi a causa delle acque che, come ha spiegato il primo cittadino Pasquale Aliberti in un post sui social network, defluiscono dai territori limitrofi di Poggiomarino e da altri comuni vesuviani. Il sindaco, senza usare mezzi termini, ha denunciato una “situazione che non possiamo più sopportare”, lanciando un'accusa diretta al presidente della Regione Vincenzo De Luca e al mondo ambientalista, ritenuti, a suo dire, responsabili di aver bloccato opere di mitigazione del rischio idrogeologico.

Le conseguenze del nubifragio hanno avuto ripercussioni immediate anche sulla mobilità ferroviaria, costringendo l’Ente Autonomo Volturno a sospendere temporaneamente il servizio sulla tratta Napoli-Poggiomarino della Circumvesuviana. La stazione di San Giorgio Cavalli di Bronzo è stata resa inaccessibile ai passeggeri a causa di un esteso allagamento, con i convogli fermati fino a metà mattina nella stazione di Pompei, creando un comprensibile cortocircuito di ritardi e disagi per centinaia di pendolari già provati dalla situazione.

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