Tinto Brass, tra sigari e gelato, pensa a un nuovo film dopo l’incubo della frana a Isola Farnese
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Redazione Interno
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Sotto al glicine fiorito della sua residenza romana, Tinto Brass, 93 anni, sorseggia una limonata preparatagli da Ronny, il suo collaboratore domestico. Con l’altra mano, però, il maestro del cinema erotico tiene acceso un sigaro a forma di siluro – ormai giunto a metà – nonostante l’emorragia cerebrale che lo ha colpito il 18 aprile 2010 e che glielo sconsiglierebbe. Ed è inutile che la seconda moglie, Caterina Varzi, psicoanalista ed ex avvocata, sedutagli accanto, glielo ricordi: «Lei è simpaticissima, ma non le obbedisco mai», ribatte ridendo il regista di La Chiave, Miranda e Paprika. Due, ammette lui, i sigari che consuma quotidianamente, mentre a pranzo e a cena non rinuncia mai al gelato al cioccolato.
La placida scena domestica, che riporta alla ribalta un’artista dalla verve ancora intatta, arriva al termine di un lungo calvario durato quattro mesi. Dal gennaio scorso, Brass e gli altri circa 160 residenti del borgo di Isola Farnese, alle porte di Roma, erano infatti tagliati fuori dal mondo a causa di una doppia frana. Il movimento franoso, che ha interessato il costone di roccia sotto lo storico castello, ha reso impraticabile via dell’Isola Farnese, l’unica arteria che collega l’enclave al resto della capitale. La soluzione d’emergenza – una scala provvisoria di 141 gradini – si è rivelata insormontabile per una persona della sua età, costringendolo di fatto ai domiciliari, impedendogli persino di recarsi dal cardiologo per i controlli periodici.
«Prigioniero in casa» e la protesta per i fondi miliardari
La situazione di isolamento, definita dalla moglie «insostenibile», aveva spinto la coppia – insieme al comitato dei residenti – a valutare azioni legali. Caterina Varzi, diventata vicepresidente del comitato, aveva più volte denunciato pubblicamente quello che considerava un «vuoto istituzionale», lamentando il silenzio delle autorità e l’inerzia nella gestione dell’emergenza. Cresceva la protesta per i ritardi nella messa in sicurezza e, in particolare, per la destinazione di un milione di euro di fondi pubblici stanziati per il dissesto idrogeologico della zona, una somma la cui gestione è finita nel mirino dei residenti.
L’incubo, sul piano pratico, sembra essersi concluso proprio alla vigilia del suo novantatreesimo compleanno. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha firmato un’ordinanza che dispone la riapertura parziale, temporanea e condizionata di via dell’Isola Farnese. Il transito – concesso ai residenti, agli utenti delle attività locali e ai mezzi di emergenza – avviene ora all’interno di un corridoio protetto largo circa 2,75 metri, regolato da senso unico alternato. Il passaggio resta comunque subordinato a condizioni meteorologiche avverse: in caso di allerta gialla o superiore, un sistema di monitoraggio chiuderà automaticamente la strada.
Verso la rinascita artistica dopo l’isolamento
Ora che la morsa si è allentata, l’estro del regista torna a farsi sentire. Liberato dalla prigionia fisica (sebbene la sua compagna valuti ancora se presentare un esposto alla Procura e alla Corte dei Conti per accertare eventuali responsabilità sull’uso dei fondi), Brass guarda avanti. «Ora sono libero dalla frana e penso a un nuovo film», ha confessato, lasciando intendere che la sua carriera, costellata di capolavori del cinema erotico italiano, potrebbe presto arricchirsi di un nuovo capitolo.
Mentre i residenti del borgo – che hanno dovuto fare i conti con la chiusura di scuola e negozi – cercano di riappropriarsi di una vita normale, il maestro torna a concedersi i suoi piccoli piaceri quotidiani. Resta sullo sfondo la polemica per la lentezza della macchina amministrativa, ma per Tinto Brass, che ha da poco festeggiato la riapertura assaporando la sua limonata, l’importante è aver ritrovato quella libertà di movimento che gli consente, finalmente, di tornare a sognare dietro la macchina da presa.




