Tinto Brass, bloccato a Isola Farnese dall'emergenza frana: "È un secondo lockdown"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'appello risuona, carico di una frustrazione che supera la semplice denuncia, dalle mura antiche di un borgo dimenticato. A lanciarlo, con la schiettezza che lo contraddistingue, è il regista Tinto Brass, che da oltre cinquant'anni ha eletto a suo rifugio creativo Isola Farnese, la pittoresca frazione aggrappata a una rupe di tufo nel nord di Roma. La sua voce, insieme a quella degli altri residenti, si alza per rompere un isolamento che dura da settimane, un silenzio rotto solo dai lenti lavori di ripristino e dal costante timore di nuovi cedimenti. Due distinte frane, figlie del maltempo che ha colpito la zona a gennaio, hanno infatti reso completamente impraticabile l'unica via di accesso carrabile al piccolo centro, di fatto recidendo il collegamento vitale con la città e con i servizi essenziali, in una condizione che molti paragonano, non a torto, a una clausura forzata.

Un borgo sospeso nel tempo e, ora, nello spazio la situazione, che perdura ormai da un mese, ha trasformato la suggestiva quiete del luogo – un fascino che tanto aveva ammaliato il celebre cineasta – in una prigione involontaria. Gli abitanti, una quindicina secondo alcune fonti ma fino a un centinaio e sessanta secondo altre ricostruzioni, si trovano a dover fronteggiare disagi quotidiani non banali, dalla gestione delle provviste alla difficoltà di raggiungere medici o farmacie, fino alla sensazione di essere stati abbandonati dalle istituzioni. Il cedimento del terreno, che ha interessato un tratto cruciale della strada, non ha provocato solo un danno materiale ma ha innescato uno stato di precarietà e attesa, acuito dalla percezione che il borgo medievale, la cui storia millenaria è scolpita nella pietra, possa essere particolarmente vulnerabile a causa della natura geologica del suolo su cui poggia.

Tra appelli e richieste di interventi strutturali “Fate qualcosa per Isola Farnese”, ha implorato Brass, sottolineando come la condizione attuale ricordi sinistramente le restrizioni pandemiche. L’amministrazione locale, formalmente parte del XV Municipio di Roma Capitale, è al lavoro per risolvere l'emergenza, ma dai residenti giungono richieste che vanno ben oltre la semplice riapertura del tracciato. Ciò che si chiede, con insistenza, è una verifica tecnica approfondita e una successiva opera di messa in sicurezza del versante, interventi che possano garantire una soluzione duratura e scongiurare il ripetersi di episodi simili in futuro. La preoccupazione, del resto, è che la frana di gennaio non sia un evento eccezionale e isolato, ma il sintomo di una fragilità idrogeologica più profonda, che necessita di cure costanti e di una pianificazione attenta.

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