La nuova Peugeot 208 GTi, tra il rombo del passato e il silenzio di 280 cavalli elettrici
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Redazione Scienza e Tecnologia
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A vederla ferma sulla pit lane del circuito “Enzo e Dino Ferrari” di Imola, durante il primo appuntamento stagionale del Mondiale Endurance (WEC), l’impatto visivo della nuova Peugeot 208 GTi tradisce immediatamente ogni statistica letta su un foglio di calcolo. È un’altra storia, fatta di muscoli e ricordi: la carrozzeria, abbassata di 30 millimetri rispetto alla versione standard, sembra appiccicata all’asfalto, mentre il vettura si allarga in maniera vistosa – ben 56 mm all’anteriore e 27 mm al posteriore – con dei passaruota rigonfi che tagliano l’aria. È quel sottile filetto rosso, quello che corre lungo i lati e che ritroviamo anche nel disegno dei cerchi in lega, a suggellare il patto: il richiamo alla leggendaria 205 GTi è esplicito, quasi un atto dovuto per una sigla che, uscita di scena nel 2021 insieme alla 308 GTi, non vedeva l’ora di tornare a far parlare di sé.
Ma sotto quella pelle scolpita, il cuore – o meglio, l’anima – è cambiato per sempre. Addio al concetto tradizionale di “hot hatch” che ha fatto sobbalzare i cuori degli appassionati tra gli anni Ottanta e Novanta; la nuova generazione della “Enfant Terrible” del Leone è solo elettrica. E lo fa senza mezzi termini: l’unità che troviamo sotto il cofano è il motore M4+, lo stesso già utilizzato su altri bolidi compatti del gruppo Stellantis come l’Abarth 600e o l’Alfa Romeo Junior Veloce, capace di erogare 280 CV e 345 Nm di coppia. Un salto prestazionale netto, che la proietta da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi, sebbene la velocità sia limitata elettronicamente a 180 km/h.
L’intervento di Peugeot Sport e il "bianco" della pista
A fare la differenza, rispetto a una comune utilitaria potenziata, non è però solo la potenza, bensì l’intervento meticoloso dei tecnici di Peugeot Sport. Hanno lavorato sul telaio come si trattasse di un’eredità da difendere: troveremo un differenziale autobloccante integrato nel riduttore, una taratura specifica delle sospensioni e uno sterzo dalla sensibilità calibrata chirurgicamente. Le gomme, delle performanti Michelin Pilot Sport Cup 2, e i dischi freno anteriori da 355 mm con pinze a quattro pistoncini, servono per domare una massa che, inevitabilmente, sente il peso della batteria. Si parla di un accumulatore da 54 kWh (con una autonomia che si aggira attorno ai 350 km nel ciclo WLTP), una dotazione che, se da un lato garantisce la spinta, dall’altro impone una gestione termica avanzata – competenza che Peugeot ha maturato proprio con le sue hypercar 9X8 in pista.
Per chi si chiede cosa ne sarà del futuro termico, la strategia del marchio segue un doppio binario deciso. Dal 2027, la prossima generazione della 208 sarà proposta esclusivamente nella versione elettrica; un passaggio chiave, ma non traumatico per la clientela tradizionale, perché Peugeot ha scelto di mantenere a listino l’attuale generazione con motori a benzina ancora per qualche tempo. Una transizione che non forza la mano, lasciando la scelta tra il vecchio e il nuovo in base alle esigenze immediate.
La dinamica della svolta e un abitacolo che rosseggia
A Imola, la vettura è stata svelata con un allestimento che punta a restituire quello che i francesi chiamano “plaisir de conduite”. Nonostante l’assenza del rombo del 1.6 THP che caratterizzava il modello del 2013 (quello con 200 CV che sembrava un fulmine a mano), la nuova GTi cerca di colmare il vuoto sonoro con un sound sintetico attivabile, sebbene la vera sostanza resti la spinta continua e lineare della trazione anteriore. Le proporzioni sono cambiate rispetto al passato: mentre la vecchia 208 GTi (ormai lontana parente del 2015) pesava poco più di 1.200 kg, questa si affida alla rigidità torsionale e al baricentro basso per non perdersi in curva.
Salendo a bordo – in quell’abitacolo che riprende l’i-Cockpit con volante compatto – ti accorgi subito del lavoro fatto sui sedili: sono più avvolgenti, con poggiatesta integrati e, ovviamente, quella linea rossa che cuce l’Alcantara e richiama la tradizione sportiva. Sia il quadro strumenti digitale che lo schermo centrale si tingono di rosso nelle grafiche, mentre la tecnologia di bordo (connessione e Trip Planner) serve anche a gestire l’ansia da ricarica durante i viaggi più lunghi. Peugeot ha insomma provato a confezionare una sportiva che non sia solo una “e-208” pompata, ma un oggetto dal carattere distinto; un tentativo di adattare il DNA della hot hatch alle regole dell’elettrico, mantenendo quelle carreggiate larghe e quella strada davanti a sé.




