Trump lascia Ankara sul vecchio Air Force One e il nuovo velivolo vola in Gran Bretagna: dubbi sulla sicurezza

Trump lascia Ankara sul vecchio Air Force One e il nuovo velivolo vola in Gran Bretagna: dubbi sulla sicurezza
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La conclusione del vertice Nato di Ankara ha regalato un colpo di scena logistico che ha immediatamente alimentato interrogativi e speculazioni. Mentre i leader dei 32 paesi alleati lasciavano la capitale turca, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha preso una decisione inaspettata per il suo rientro a Washington: ha imbarcato il vecchio Air Force One, il Boeing 747-200B con quasi quarant'anni di servizio alle spalle, lasciando a terra il nuovo e lussuoso velivolo donato dal Qatar che aveva utilizzato per il viaggio di andata.

Una scelta che, al di là delle motivazioni ufficiali addotte dal tycoon, ha aperto un vero e proprio giallo sulla sicurezza del nuovo gioiello dell'aviazione presidenziale.

La scelta del vecchio Air Force One e la versione ufficiale

La notizia, rimbalzata sui principali media internazionali, è stata confermata dallo stesso presidente attraverso un post sulla sua piattaforma Truth Social. Trump ha spiegato che il nuovo aereo, il Boeing 747-8 donato dalla famiglia reale del Qatar, sarebbe stato dirottato sulla base aerea britannica di Mildenhall per consentire ai militari americani di visitarlo e ammirarlo da vicino. "Sono tutti così emozionati e abbiamo pensato che dovessero essere i primi. per ricordare i vecchi tempi, prenderemo il vecchio Air Force One dalla Turchia", ha scritto il presidente, cercando di dare alla scelta un tono quasi simbolico e di omaggio verso le truppe. Il nuovo velivolo, come da programma, ha effettuato la tappa a Mildenhall, ma con un equipaggio ridotto e senza il presidente a bordo.

La decisione, tuttavia, è sembrata a molti una retromarcia improvvisa, considerando che Trump aveva da poco celebrato il suo primo volo inaugurale sul nuovo aereo, definendolo "straordinario" e "il migliore mai costruito".

La pista della sicurezza e le preoccupazioni per l'Iran

La versione ufficiale, però, non ha tardato a essere messa in discussione da diversi media e analisti, i quali hanno subito puntato il dito su un possibile e ben più concreto timore legato alla sicurezza nazionale. Il contesto in cui si è svolto il vertice era già di per sé teso: Trump, durante la sua permanenza ad Ankara, aveva rinnovato le minacce di attacchi contro l'Iran, un paese che confina direttamente con la Turchia e con cui gli Stati Uniti sono in un clima di forte ostilità.

In una conferenza stampa, quando un giornalista gli ha chiesto se il cambio di aereo fosse dovuto a ragioni di sicurezza legate all'Iran, il presidente non ha fornito una risposta diretta. Ha invece eluso la domanda, affermando di essere "il numero uno nella lista dei bersagli dell'Iran" e parlando dei precedenti tentativi di assassinio attribuiti a Teheran.

Questa risposta, lungi dallo spegnere le polemiche, ha alimentato i sospetti che dietro la scelta ci fosse la consapevolezza che il nuovo aereo non possieda le stesse contromisure difensive del vecchio modello, rendendolo potenzialmente più vulnerabile in uno scalo così vicino a un paese ostile.

Il nodo delle dotazioni difensive del nuovo velivolo

Il cuore del giallo risiede proprio nelle caratteristiche tecniche del nuovo Air Force One, che non a caso è stato soprannominato "Bridge" per il suo ruolo di soluzione temporanea. Secondo quanto riportato dalla stampa, il Boeing 747-8 donato dal Qatar, nonostante il valore stimato di circa 400 milioni di dollari e gli interni lussuosi, sarebbe stato modificato in tempi rapidissimi per entrare in servizio e potrebbe non essere dotato dei sofisticati sistemi di difesa attiva presenti sui vecchi VC-25A.

Questi sistemi includono contromisure elettroniche, sistemi antimissile e esche per ingannare eventuali proiettili nemici. Se il nuovo aereo, insomma, è un gioiello dal punto di vista estetico e del comfort, qualcuno ha iniziato a chiedersi se possa realmente garantire lo stesso livello di protezione del precedente in un'area ad alto rischio come il Medio Oriente.

L'Air Force ha dichiarato che le modifiche includevano aggiornamenti in materia di sicurezza e comunicazioni, ma le voci sulla mancanza di difese specifiche hanno trovato terreno fertile, soprattutto dopo le dichiarazioni dello stesso Trump.

Un dono di lusso tra polemiche e interrogativi

La vicenda dell'Air Force One "qatariota" è stata fin dall'inizio al centro di aspre polemiche. L'accettazione di un dono del valore di centinaia di milioni di dollari da parte di una potenza straniera, come il Qatar, ha sollevato non poche critiche in ambito politico ed etico, con i democratici che hanno parlato di potenziale conflitto di interessi e violazione della costituzione.

La Casa Bianca ha sempre difeso la legittimità dell'operazione, definendola una soluzione vantaggiosa per il paese, ma lo strano epilogo del vertice di Ankara ha gettato nuova luce sull'effettiva funzionalità del mezzo. Il fatto che il nuovo aereo, acclamato come una "Casa Bianca volante", sia stato accantonato per il rientro da una missione internazionale così delicata, ha messo in discussione la sua reale efficacia operativa.

Mentre il vecchio Air Force One riportava il presidente a casa, il nuovissimo velivolo rimaneva in Gran Bretagna per una "dimostrazione" che, per molti, ha assunto i contorni di un'imbarazzante ammissione di inadeguatezza.

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